Pagina:Zibaldone di pensieri IV.djvu/235

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(2408-2409) pensieri 223

nazionale, ch’esaminando la società di essa capitale ec. Cosí dico ancora del carattere nazionale, il quale, per esempio, rispetto ai francesi si conoscerà molto meglio esaminando la società della Bretagna o della Provenza, che quella di Parigi (30 aprile 1822).


*    Che la lingua greca si conservasse incorrotta, o quasi incorrotta, tanto piú tempo della latina e anche dopo scaduta già la latina ch’era venuta in fiore tanto piú tardi, si potrà spiegare anche osservando, che la letteratura, consorte indivisibile della lingua, sebbene era scaduta appresso i greci, pur aveva ancor tanto di buono ed era eziandio capace di tal perfezione, che talvolta non aveva che invidiare all’antica. Esempio ne può essere la Spedizione di Alessandro e l’Indica d’Arriano, opere di stile e di lingua cosí purgate, cosí uguali in ogni parte e continuamente a se stesse, senza sbalzi, risalti, slanci, voli o cadute di sorte alcuna (che sono le proprietà dello scriver sofistico e guasto, in qualsivoglia genere, lingua e secolo corrotto), di semplicità e naturalezza e facilità, chiarezza, nettezza ec., cosí spontanea ed inaffettata, cosí ricche, cosí  (2409) proprie, cosí greche insomma nella lingua e nella maniera e nel gusto, che, quantunque Arriano fosse imitatore, cioè quello stile e quella lingua non fossero cose naturali in lui ma procacciate collo studio de’ classici (come è necessario in ogni secolo dove la letteratura non sia primitiva) e principalmente di Senofonte, non per questo si può dire ch’egli non le avesse acquistate in modo che paiano e si debbano anzi chiamar sue, né se gli può negare un posto se non uguale, certo vicinissimo a quello degl’imitati da lui. Ora il tempo d’Arriano fu quello d’Adriano e degli Antonini, nel qual tempo la letteratura latina, con tutto che fosse tanto meno lontana della greca dal suo secol d’oro, non ha opera nessuna che si possa di gran lunga paragonare a queste d’Arriano ne’ suddetti