Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/24

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(2824-2825) pensieri 17

gue, come ho pur detto altrove; ed osservate infatti che l’u francese e bergamasco e l’υ greco, è appunto un misto e quasi un composto d’ambedue queste vocali i ed u, e non si sa a qual piú delle due rassomigliarlo; onde si vede quanto elle sieno affini e simili ed amiche tra loro, che s’accozzano insieme a fare (sulla bocca di molti e diversi popoli) una sola vocale, dove niuna delle due viene a prevalere. Quindi s’argomenti quanto è facile che queste due vocali si scambino l’una coll’altra nella pronunzia  (2825) umana, anche in uno stesso tempo e popolo, nonché in diversi tempi e nazioni e climi. Simulare da simIlis, onde anche similare, e noi simigliare e somigliare, assimulare e assimilare, maximus, optimus e maxumus, optumus, amantissimus e amantissumus. Vedi Perticari Apologia di Dante p. 156, cap. XVI, verso il fine, lubens, decumus, reciperare e recuperare, carnufex (26 giugno 1823).


*    Fortunatianus in Honorii (Augustodunensis, De luminaribus Ecclesiae) Codicibus, lib. I, cap. 98, vitiose Fortunatius, natione Afer, Aquilejensis Episcopus, interfuit Concilio Sardicensi, An. 347, et p. 179, teste Hieronymo (De scriptoribus Ecclesiasticís) cap. 97, scripsit Commentarios in Evangelia, titulis (ut apud Hilarium fit) ordinatis, brevique et rustico sermone. De rustico sermone Latino singularem se libellum conscribere proposuisse testatus est V. C. Christianus Falsterus ad Gellii XIII, 6, parte 3. Amoenitatum Philologicarum, p. 186. De Fortunatiano hoc, qui ad Arianos denique deflexit, plura Tillemontius, tomo VI, memoriarum, p. 364-419. - Fabricius Biblioth. Lat. med. et inf. aetat., ed. Mansii, Patav., 1754, t. II, p. 178-179, lib. VI, art. Fortunatianus (26 giugno 1823).


*    Alla p. 2776. Da σόω o σώω, σώζω. Notate che l’etimologico dice espressamente che σώζω deriva da σώω (e

Leopardi. - Pensieri, V. 2