Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/392

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(3433-3434-3435) pensieri 385

uomini ignorano le cagioni degli effetti o naturali o artifiziali, ordinariamente ne temono; e tanto è quasi, per gl’ignoranti massimamente e primitivi e selvaggi e fanciulli, effetto di cagione nascosta, quanto effetto spaventoso. Or quando mai la speranza è cosí temeraria? Di più, se l’ignoranza, superstizione ec. portò anticamente  (3434) o porta oggidí a pigliar qualch’effetto nuovo o sconosciuto per presagio dell’avvenire o per segno del presente ignoto, osservisi che generalmente questi presagi e questi segni furono creduti sinistri. Lascio l’ecclissi, le quali possono parere spaventose naturalmente a chi ne ignora la cagione, non ne ha mai veduto ec., e da questo primitivo spavento può ben esser nata l’opinione del cattivo augurio che loro si attribuí, e che le rese spaventose per sí lungo tempo presso tutte le nazioni, e fin anche al di d’oggi, benché già si sapesse e si sappia che l’oscurazione non era per durar sempre, ma passeggera ec. Ma le comete che cosa hanno di spaventevole per se, piú ch’altro corpo celeste, o che la via lattea ec.? E volendole pigliare per segni o presagi, perché non di bene? ma non si troverà nazione dov’elle fossero o sieno stimate annunziare altro che male. Quelli che gli antichi chiamavano mostri, cioè cose straordinarie, benché nulla terribili per se stesse e materialmente tutte erano stimate cattivi auguri. Cosí nelle vittime il mancare del cuore, s’é pur vero che ciò accadesse talvolta, come gli antichi narrano,  (3435) o che paresse cosí per errore di chi inspiciebat le viscere ec. Tutti segni che l’uomo è piú facile e proclive a temere che a sperare; e che questo è di rado cosí irragionevole e precipitoso come quello; o certo ben piú di rado ec. Massimamente in natura, ne’ fanciulli, negl’ignoranti e negli uomini naturali (15 settembre 1823).


*    L’immaginazione e le grandi illusioni onde gli antichi erano governati, e l’amor della gloria che in