Pagina:Zibaldone di pensieri V.djvu/439

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432 pensieri (3510-3511-3512)

sente esser piú lungo che quel medesimo o altrettanto spazio di tempo occupato, dilettevole, passato in distrazione e simili;1; e ciò ad un medesimo individuo, o a diversi individui d’una sola specie in un tempo medesimo, o in tempi diversi. Lasciando questo, si osservi che agli animali i quali vivono meno dell’uomo per lor natura, a quelli che vivono al piú trent’anni, venti, dieci, cinqu’anni,  (3511) un anno solo, alcuni mesi, un solo mese, alcuni giorni soltanto (ché egli v’ha effettivamente animali che rispondano a tutte queste differenze di durata, e a cento e mill’altre intermedie); a questi animali, dico, una data porzione di tempo è veramente piú lunga e dura piú che all’uomo, e tanto piú quanto la lor vita naturale è piú corta; e l’idea che ciascun d’essi si forma ed acquista naturalmente della durata e quantità di una tal porzione qualunque di tempo, è assolutamente maggiore di quella che l’uomo concepisce; e maggiore in ragione esattamente inversa della lunghezza ordinaria del viver loro. E s’egli è vero, come dicono, che nel fiume Apanis nella Scizia vi abbia degli animaletti, tra i quali, quei, i quali essendo nati il mattino muojono la sera, sono i piú vecchi, e muojono carichi di figli, di nipoti, di pronipoti, e di anni, a lor modo (Genovesi, Meditazioni filosofiche sulla Religione e sulla Morale. Meditazione I. Piacere dell’esistenza. §. o, articolo 12, Bassano, Remondini, 1783, p. 26. Vedilo dall’articolo 11, al fine della Meditazione);  (3512) se questo, dico, è vero (che ben può essere,2 e se non

  1. Nella rimembranza è molte volte il contrario, che piú corto pare il tempo passato senza occupazione e uniformemente, perché allora nella memoria l’una ora e l’un dí si confonde e quasi sovrappone coll’altro, in modo che molti paiono un solo, non avendovi differenza tra loro, né moltitudine di azioni o passioni che si possa numerare, l’idea della qual moltitudine si è quella che produce l’idea della lunghezza del tempo, massime passato ec. Ma di questo pensiero altrove s’è scritto.
  2. Se non è, può essere, e al nostro caso tanto è il poter essere quanto l’essere in fatto. Immaginiamo, se non è, che sia, e come di un’ipotesi discorriamo quello che necessariamente seguirebbe se cosí