Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/255

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250 pensieri (3869-3870)

ratteristiche e dimostrative della congiugazione del verbo positivo, ond’essi incoativi sono formati. E attendendo a queste, non si può sbagliare la coniugazione del rispettivo verbo positivo (se ciò non è tra la terza e la quarta, onde viene una sola desinenza, cioè in isco). E noto il verbo positivo, non si può dubitar della desinenza dell’incoativo. Da’ supini in tum irregolari o contratti ec. e dagli altri irregolari supini in sum, in xum ec. ec. non mi sovviene che si faccia alcuno incoativo. Del rimanente attendendo a questa osservazione, gl’incoativi, non meno che  (3870) i continuativi e le altre specie di verbi o voci qualunque derivanti da’ supini, debbono servire a conoscere i veri supini regolari de’ verbi sí in generale sí ne’ casi particolari e nell’uno e nell’altro modo appoggiano le mie asserzioni circa le vere primitive forme d’essi supini ec. Callisco da calleo è detto, come il Forcellini osserva, ἀρχαϊκῶς per callesco. Tali varietà di pronunzia ec. non debbono intendersi o stare alla regola da me proposta circa la formazione degl’incoativi. Fors’anche si potrebbe dire che callisco venisse dal non regolare e secondario supino callitum (inusitato) per calletum (inusitato). Dubito infatti che da’ supini in ĭtum della prima e seconda, benché non regolari o non primitivi ec., pur si faccia qualche incoativo, sebbene niun esempio me ne soccorre, se non fosse il sopraddetto.

Del resto, la detta regola porta questo corollario, che non solo gl’incoativi dimostrano i verbi positivi, ancorché ignoti, cosa confermata da me con tante altre prove, ma ne dimostrano eziandio la coniugazione. E che se v’ha un verbo positivo il cui supino regolare e primitivo non sia capace di produrre un incoativo colla desinenza che si trova in quello che esiste, questo incoativo (eccetto le differenze di pronunzia o qualche irregolarità come sopra) dimostra un altro verbo positivo diverso da quello che gene-