Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/360

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(3983-3984) pensieri 355

letto  (3984) ionico (il quale probabilmente fu quello che poi divenne il comune e produsse l’attico ec., come pare a molti eruditi) era allora per la maggior vicinanza de’ tempi (rispetto a quelli d’Omero ) quasi uguale (eccetto nello scioglier de’ dittonghi, che in Anacreonte però di rado si sciogliono, e quando si sciolgono è manifestamente per la necessità o comodità del metro, nel qual caso è ben naturale, e in altre cose tali, che si possono chiamar di pronunzia, e in queste ancora Anacreonte è molto parco, se non dove l’uso del verso l’esige, di modo ch’egli usa il dialetto suo, e si scosta dal comune piuttosto come poeta che come scrittore, e come linguaggio e licenze poetiche, non come dialetto). A quello che poi fu il comune, come si vede in Ippocrate ec. ec. (15 decembre 1823).


*    Commeto as da commeo per commeato. Vedi Forcellini e il detto altrove sopra hieto ec. (15 decembre 1823).


*    Bello non assoluto. Diversissime usanze, opinioni, gusti ec. circa le chiome, sí sopra l’acconciamento loro, come sopra il portarle o no, raderle, lasciare crescerle fino a terra, fino agli omeri, fino al collo, tagliarli all’intorno della testa ec. ec., presso gli antichi e i moderni e le varie nazioni, selvagge, barbare, civili ec. ec. ec., in vari tempi ec., anche egualmente cólti e di buon gusto ec. ec. (15 decembre 1823).


*    Alla p. 3939. Cosí anche i verbali sostantivi formati da’ supini, come quelli in us us. Cosí gli avverbi e tutte le (non poche) voci e sorte di voci che si fanno regolarmente da’ supini regolari o irregolari, usitati o inusitati, de’ verbi (15 decembre 1823).


*    Alla p. 3969, fine. Anche la nostra diminuzione in ello ellare ec. viene dal latino, ed è latina, e cosí