Pagina:Zibaldone di pensieri VI.djvu/444

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(4060-4061) pensieri 439

con quella, il piú delle volte la risoluzione o il modo dell’azione dell’una sarà diversissima piú o meno da quello che all’altra parrà si fosse convenuto. Aggiungasi la diversità dei principii, delle abitudini e di mille altre cose anche minime che, diversificando gli spiriti (giacché non si dà spirito perfettamente uguale ad un altro, piú che si dieno due fisonomie al tutto conformi); diversificano altresí con mille modi le risoluzioni ed azioni di uno da quelle di un altro, anche supponendo in ambedue ugual capacità e parità di caso, anzi diversificano le risoluzioni e azioni di una persona stessa in casi uguali o simiglianti. Senza poi parlare delle passioni e delle occasioni e circostanze del momento spesso minime, che cosí minime modificano sovente e sovente cagionano al tutto e determinano le risoluzioni ed azioni di uno, mentre che l’altro che vuole indovinarle non è affetto da tali circostanze, sia fisiche, sia morali, sia qualunque. La vera regola per isbagliare il meno possibile e la vera politica in tali casi è conoscere quanto si può il carattere, le abitudini, le qualità della data persona, applicarle al caso di cui si tratta, e rinunziando a ogni prudenza propria, mettendosi ne’ piedi di quella piuttosto come poeta, che come ragionatore, congetturar quello ch’egli è per fare o risolvere, anzi risolvere, per cosí dire, in vece sua, come il drammatico congettura quello che un dato uomo di un dato carattere in un dato caso sarebbe per dire, e congetturatolo parla in persona di esso (5 aprile 1824). Vedi il Guicciardini, ed. Friburgo. t. IV, p. 106.


*    L’uomo (per l’amor della vita) ama naturalmente e desidera e abbisogna di sentire, o gradevolmente, o comunque, purché sia vivamente (la qual vivezza qualunque non può essere senza positivo diletto, né sensazione indifferente  (4061) veramente). Sí il sentire dispiacevolmente come il non sentire sono cose asso-