Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/131

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126 pensieri (4195-4196)

sono assai piú rari che non si stima. 2o, Anche gli uomini i piú persuasi della necessità o utilità dell’arte nel consorzio umano, e i piú disposti ad essa per volontà, non hanno la pazienza di usarla troppo spesso, di fingere, di nascondere, e dissimulare troppo a lungo. 3o, Condotte calcolate e dirette costantemente a qualche fine, sono piú immaginarie che reali, perché è natura di qualunque uomo d’essere incostante ne’ suoi gusti, desiderii, opinioni, in tutto; di esser contraddittorio  (4196) ed incoerente nelle sue azioni, massime ec.; di operare contro i proprii principii; di operare contro i proprii interessi. ec. 4o, Finalmente la natura per combattuta che sia, per quanto la vogliam credere abbattuta, può ancora, ed opera nel mondo, assai piú che non si crede. Ora la natura è l’opposto dell’arte: la finzione tende a nasconder la natura, ma questa trapela ad ogni momento in dispetto d’ogni massima, d’ogni volontà, d’ogni disciplina (Bologna, 3 settembre, domenica, 1826). Del resto le atrocissime crudeltà usate scopertamente in seguito da Tiberio, e gran parte di queste senza nessuna utilità proposta, ma per solo piacere e soddisfazione del gusto e dell’animo suo, mostrano che l’anima di Tiberio era piú vile che doppia per sua natura, e col regno era divenuta piú malvagia che politica (Bologna, 4 settembre 1826).


*    Dove parlo di repo, repto, inerpicare ec. osservisi che i Latini hanno anche erepo. Svetonio, Tiberio, cap. LX. Vedi Forcellini. Irrepo, subrepo, adrepo ec.


*    Gerere-belligerare, morigerare, famigeratus ec. Laevo as - laevigo.


*    κέχρηται δὲ (Ἡρόδοτος) μυθολογίαις καὶ παρεκβάσεσι πολλαῖς, δι’ ὧν αὐτῷ ἡ κατὰ διάνοιαν γλυκύτης διαῥῥεῖ (per quae sensus ipsi atque sententiae dulcedo fluit. Schott)., εἰ καὶ πρὸς τὴν τῆς ιστορίας κατὰληψιν καὶ τὸν οἰκεῖον αὐτῆς