Pagina:Zibaldone di pensieri VII.djvu/261

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252 pensieri (4304-4305)


tati e le conclusioni delle speculazioni e ragionamenti de’ metafisici celebri, per poi trovarne da se stesso la dimostrazione, o convincersi della loro insussistenza? La metafisica ha colle matematiche non poche altre somiglianze; anche in metafisica una proposizione dipende spesso da una serie di proposizioni, per modo ch’è impossibile vederne colla mente la dimostrazione tutta in un punto; e spesso chi è salito per questa serie fino a quell’ultima verità, ne acquista la convinzione e ne vede allora perfettamente le ragioni, che d’indi a poco non saprebbe piú rendere nemmeno a se stesso, benché la convinzione gli duri. Anche in metafisica, come in affari di calcolo, moltissime proposizioni e verità si credono sulla sola fede di chi ha fatto il lavoro necessario per iscoprirle e renderle certe; lavoro troppo lungo e difficile per essere rinnovato e rifatto o seguito a passo a passo da altri, anche uomini della professione (Pisa, 17 aprile 1828). — (Il cui genio (di Laplace) è per me come quei Veri che pochi veggono, ma che son creduti da tutti, perché uno spirito superiore li vede e li mostra. Daru, Risposta al discours de réception di Royer-Collard all’Accademia Francese nell’Antologia di Firenze, n. 86, p. 138).


*    Alla p. 4264. De toutes les langues cultivées par les gens de lettres, l’italienne est la plus variée, la plus flexible, la plus susceptible des  (4305) formes différentes qu’on veut lui donner. Aussi n’est-elle pas moins riche en bonnes traductions, qu’en excellente musique vocale, qui n’est elle-même qu’une éspece de traduction. D’Alembert, Observations sur l’art de traduire, premesse al suo Essai de traduction de quelques morceaux de Tacite.

Les taches qu’on peut faire disparoître en les effaçant, ne méritent presque pas ce nom; ce ne sont pas les fautes, c’est le froid qui tue les ouvrages; ils sont presque toujours plus défectueux par les choses qui n’y