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Dubbio II

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Dubbio I Dubbio III
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DUBBIO II.


     Fotteva a potta ritta suor Lucia
Un Gesuita, a tal mestier non uso,
E nel cacciarlo dentro fallò il buso.
Fù sacrilegio, ovver fù sodomia?


DUBBIO III.


     Suor Marta all’oscur ruppe il bocale
L’abadessa gridò: cazzo ti fotta!
Ella s’el fè cacciar subito in potta.
Utrum per ubbidir fec’ella male?


DUBBIO IV.


     De’ Gesuiti il padre sacristano
Per raffrenar la sua lussuria tanta
Cacciò il cazzo e i coglion nell’acqua santa
Fu caso meritorio, oppur profano?


DUBBIO V.


     Destossi l’abadessa con gran furia
Sognando di mangiar latte e gioncate,
Trovossi in bocca il cazzo dell’abbate.
Fù peccato di gola o di lussuria?


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RISOLUZIONE II.


     Il povero ignorante Gesuita,
Che sol per ignoranza fallò il buso
Sacrilego non fù, ma per escuso
Si dee tener, nemmen fù sodomita.


RISOLUZIONE III.


     Meglio non potea far suor Marta dotta
Ch’a comandi prestare l’ubbidienza
Dell’abadessa, che per penitenza,
Un cazzo le ordinò dentro alla potta.


RISOLUZIONE IV.


     Il Padre Sacristan meritò molto
Se, per fuggire una lussuria tanta,
Cacciò il cazzo e i coglion nell’acqua santa,
Per restar da quel mal libero e sciolto.


RISOLUZIONE V.


     Non fù gola o lussuria è risoluto,
Perche questo fù caso accidentario,
Ben se l’avesse avuto in tafanario
O in potta, dubitar s’avria potuto.