Favole (Fedro)/Libro primo/XXVII - Il Cane, il Tesoro e l'Avoltojo

Da Wikisource.


Libro primo: XXVII - Il Cane, il Tesoro e l'Avoltojo
◄   XXVI - La Volpe, e la Cicogna XXVIII - La Volpe e l'Aquila   ►

 

Adattata a gli avari è la novella,
E ad un, che nato in umil fortuna,
A la fama di ricco avido aspira.
        * L'ossa d'un uom dissotterrando un Cane
Trovò un tesor. Gli Dei d'Averno in pena
Del sacrilego ardir, la copidigia
Gl'inspirar di ricchezze. Tal desio
L'ingombra sì, che cibo alcun non cura,
Onde da dura fame è alfin consunto.
Sul cui cadaver sceso l'Avoltojo,
Ben giusto è, dice, che tu giaccia estinto;
Poichè vilmente in strada conceputo,
E cresciuto al letame, in un istante
Di regali ricchezze t'invaghisti.

◄   XXVI - La Volpe, e la Cicogna XXVIII - La Volpe e l'Aquila   ►
Strumenti personali