Favole (Fedro)/Libro terzo/XIV - Esopo che giuoca

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Libro terzo: XIV - Esopo che giuoca
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Visto, che in mezzo de' fanciulli Esopo
A le noci giuocava, un Ateniese
Fermossi, e l'ebbe come sciocco a scherno.
Se n'avvide il buon vecchio, che potea
Anzi che esser deriso, altri deridere:
E un arco teso in mezzo a la via posto,
Che cosa disse ho fatto, o ser saputo?
Il Popolo s'affolla. Il derisore
Pensa, e ripensa in van, e in van s'affanna.
Tal che confessa al fin, che nol comprende.
Esopo vincitor: Se l'arco teso,
Terrai sempre, sarà ben tosto infranto;
Ma se il rallenti, fia che forza acquisti.
        * Così la stanca mente abbia ristoro,
Onde a' gravi pensier' più sciolta rieda.

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