Il Rubator de' Favi

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Il Rubator de' Favi
Traduzione di Domenico Regolotti (1729)
Antichità

 

Il ladroncello amore
Mentre degli alveari
I favi saccheggiava
Punto restò il meschino
       5Da picciol Ape ria,
Che cruda, ed importuna
De le ritonde dita
A lui mordeo le cime.
Ond'ei dal dolor vinto
       10Poichè si accorse enfiate
Aver le belle mani,
Balzò su piè stizzoso.
E 'l suolo percotendo,
Proruppe singhiozzando
       15In dolorosi lai.
E rivolto alla madre
Si querelava seco,
Che animalin si fatto
A recarne bastasse
       20Tai crude acerbe piaghe.
Ma quella sorridendo
Al figlio sì rispose;
Forse che tu non sei
A l'Ape somigliante
       25Che picciolo di corpo,
Pur i miseri cori
Si gravemente impaghi.

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