Pagina:Annali del principato ecclesiastico di Trento dal 1022 al 1540.djvu/449

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parti[1]. Li 3 decembre di quest’anno il vescovo Bernardo confermò i privilegi alle comunità di Ossana e di Fiemme[2].

Verso la fine del 1518, il vescovo Bernardo, stato assente per servizio dell’Imperatore una gran parte dell’anno, confermò i privilegi alle ville di Lasino, di Calavino, di Cavedine, di Vezzano e di Povo[3]. Da certa lettera di Erasmo, vescovo Plocense e regio oratore in Roma, diretta a Massimiliano I, si deduce, che questi pensava di essere coronato in Trento o dal papa o da qualche suo delegato, prima d’intraprendere la guerra contro i Turchi. Ebbe in risposta, non essere stile, che l’Imperatore venga coronato fuori di Roma, ma almeno ove si ritrova la Corte Romana, nè tal funzione eseguirsi se non dalla persona stessa del papa[4]. Essendo rimasto indeciso nella pace generale di Noions, conchiusa nel 1516, a chi s’aspettasse il vicariato di Tignale, trattenuto dai Veneti colle armi alla mano, sotto l’erroneo pretesto che non appartenesse al territorio di Riva, benchè di esso, senza alcun dubbio, fosse antico membro, la controversia era stata compromessa nei due re, che avevano per tutti stipulata la pace. Ma in quest’anno 1518, per la tregua quinquennale, e in seguito pel trattato di Vormazia definito nel 1521, coll’uti possidetis pronunciato a fa-

  1. Miscellanea Alberti, T. VI, fol. 174.
  2. Miscell. Alberti, T. Ill, fol. 175-195.
  3. Miscell. Alberti, T. III, fol. 222.
  4. Miscell. Alberti, T. VI, fol. 205.