Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/128

Da Wikisource.
104 robinson crusoe


e poichè in forza di tale sconquasso lo scheletro del vascello rimase più sbandato di prima, arrivavano di giorno in giorno alla spiaggia molte cose che il mare avea poste in libertà, e che i venti e l’acqua mandavano a riva di mano in mano.

Tutto ciò divagò i miei pensieri dal disegno di traslocare la mia abitazione, onde mi affaccendai soprattutto, massimamente in quel giorno, nel cercare di potermi aprir qualche via entro al corpo del vascello; ma vidi che nulla di così fatto poteva sperarsi, perchè l’interno di esso era pieno zeppo di sabbia. Nondimeno avendo imparato a non disperare più di veruna cosa, divisai di metterne in pezzi tutto quanto mi fosse riuscito, pensando che per poche cose che avessi potato trarne, mi avrebbero sempre servito o ad un uso o ad un altro.

3. Dato di mano alla mia sega tagliai per traverso un pezzo di trave ch’io credo tenesse unito alcun che della parte superiore del cassero; indi con questo pezzo di legno mandai via quanta sabbia potei dalla parte di vascello che rimaneva più alta; ma ingrossandosi la marea, fui costretto per allora a desistere dal mio lavoro.

4. Andai alla pesca, ma non presi un sol pesce che avessi coraggio di mangiare; tantochè io cominciava ad essere annoiato del mio diporto, quando nell’atto appunto di venirmene via, pigliai un giovine