Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/159

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robinson crusoe 133


che fossero estremamente eleganti, ma servivano al proposito per cui me gli aveva fatti. D’allora in poi procurai sempre d’averne una scorta, e quando i primi cominciavano ad essere logori, me ne faceva degli altri; principalmente ne fabbricai di ben profondi, perchè mi facessero vece di sacca, entro cui mettere il mio grano quando giugnessi ad averne un abbondante ricolto.

Vinta questa difficoltà, mi diedi a fantasticare se vi fosse via di provvedermi d’altre due cose che mi mancavano. Primieramente io non avea vasi per contenervi i liquidi fuor di due bariletti quasi affatto colmi di rum, d’alcuni fiaschi di vetro di comune grandezza ed altri riquadri per liquori; ma non una sola pentola per bollirvi entro qual si fosse cosa, se si eccettui una grande caldaia ch’io salvai dal vascello naufragato, ma troppo spaziosa per l’uso ch’io mi prefiggea, di farmi cioè il brodo o di cucinarvi entro uno stufato. L’altra cosa che avrei grandemente desiderata si era una pipa da tabacco; ma questa mi era impossibile farmela, benchè finalmente trovassi uno stratagemma per supplire anche a tale bisogno. Tutta la state o sia la stagione asciutta fu da me impiegata nell’innalzare il mio secondo steccato di pali, ed anche nel fabbricarmi canestri, quando una seconda operazione mi porto via più tempo di quanto si potesse immaginare ch’io ne avessi d’avanzo.