Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/237

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mandarlo ad effetto esigesse molto tempo e fatica, sembrommi il più ragionevole.

Fermo in tale proposito, ed impiegati alcuni giorni nel trovar gli angoli più remoti dell’isola, m’avvenne d’adocchiarne uno veramente segregato quanto mai io poteva desiderarlo: un pezzo di terra umida posto in mezzo a profondi e folti boschi, a quegli stessi ove, come osservai dianzi, mi accadde quasi di smarrirmi nel volere, durante il mio primo viaggio, tornare a casa dalla parte orientale dell’isola. Quivi dunque io trovai un bell’aperto, circondato da boschi, quasi un parco chiuso fatto dalla natura; questo almeno non mi costava tanta fatica, quanta me ne diede la formazione degli altri parchi.

Accintomi tosto all’opera su questo pezzo di terra, in meno d’un mese io lo ebbi sì ben munito all’intorno, che il mio armento o branco (chiamatelo poi come volete) di capre selvatiche, che per altro non erano più tali, poteva starvi con bastante sicurezza. Senz’altra dilazione pertanto io vi condussi dieci capre femmine e due capri; poi