Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/252

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avea costrutti per essa; un non so che simile ad un’âncora, ma che, per dir vero, non poteva chiamare nè grappino nè âncora, benchè fosse il meglio ch’io sapessi fare in tal genere; e tutto ciò io allontanai di dov’era, affinchè non rimanesse il più piccolo indizio ad una scoperta, o qualsivoglia apparenza di piroga o di abitazione umana nell’isola. Oltre a queste cautele io mi tenni, siccome ho detto, più ritirato che mai e rare volte uscii fuori del mio nascondiglio, se non fu per cagione delle indispensabili mie giornaliere occupazioni: quelle cioè di mungere le mie capre e di governare il picciolo armento rinserrato nel centro di una foresta posta dall’altra parte dell’isola in guisa, che non temeva quivi alcuna sorte di pericolo. Perchè egli e certo che que’ selvaggi da cui veniva talvolta visitato questo paese, non vi sbarcarono con l’intenzione di procacciarsi nulla da esso, onde non vagavano mai lontano dalla costa; nè dubito che da quando il mio timore d’incontrarli mi avea reso più cauto, non sieno tornati