Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/286

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ogni mio computo; perchè vedendo ch’erano tanti, e sapendo esser soliti venire a quattro, a sei, qualche volta anche più in una scialuppa, non poteva fare nessana congettura su questo numero straordinario, e molto meno immaginare il partito cui appigliarmi per assalire venti o trenta uomini in una volta; laonde me ne stetti per qualche tempo quatto quatto entro la mia fortezza assai scoraggiato e perplesso. Pur finalmente mi collocai in tutta quell’attitudine d’assalto cui m’era già disposto, e mi trovava già presto alla battaglia se alcun che fosse avvenuto. Dopo aver aspettato un bel pezzo con l’orecchio attento al menomo strepito che facessero, preso finalmente da impazienza, posai i miei moschetti a piè della mia scala, e andai salendo in due volte, giusta il mio consueto, su la cima del monte, ove ebbi la cautela di tenermi in tal guisa che, la testa non isporgendo mai fuor dei dirupi, coloro non potessero veder me di sorta alcuna. Quivi coll’aiuto del mio cannocchiale mi accorsi che questi miei forestieri in numero non meno di trenta, avevano acceso fuoco e apparecchiato vivande. Come le avessero cucinate, nè che cosa avessero cucinato, nol seppi; so che ballavano tutti attorno a questo