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robinson crusoe 397


Nuova diversione.



Dallora in poi presa la nostra direzione verso l’India Occidentali a sud ¼ sud-est (¼ di ostro verso scirocco) viaggiammo per venti giorni all’incirca, e talvolta con poco o nulla di vento, quando ne occorse altro argomento opportuno a tenere in esercizio la nostra umanità, e non meno deplorabile del precedente.

Ai 19 di marzo del 1694, eravamo a’ 27 gradi 3 minuti di latitudine settentrionale, allorchè ci accorgemmo d’una vela volta verso noi nella direzione di sud-est ¼ est (¼ di scirocco verso levante), nè tardammo a scoprire un grosso bastimento che correva alla nostra volta senza che ne sapessimo congetturare il perchè; ma non appena ci fu più vicino, vedemmo che aveva perduto l’albero di gabbia di maestra, quel di trinchetto e quel di bompresso. Presto udimmo lo sparo di cannone, che è segnale di disastro. Il tempo mantenendosi bello e spinti da una forte brezza di nord-nord-west (maestro-tramontana), non tardammo ad essere in grado di parlare con chi ne chiedeva soccorso.

Sapemmo allora come quel bastimento in procinto di salpare dalla Barbada per tornare a casa, e già in rada, pochi giorni prima di dar le vele fosse stato tratto fuori del porto da una forte burrasca, mentre il capitano e il primo aiutante erano andati alla spiaggia. Il caso per dir vero esce sì poco dalla sfera de’ casi ordinari, che tolto lo smarrimento nato dalla tempesta, non avrebbe impedito ad abili marinai di ricondurre in porto il loro legno. Il fatto sta che stettero nove settimane alla ventura sul mare, quando, sedata la prima burrasca, ne sopraggiunse loro una più fiera che li disalberò nel modo sopraindicato. Si lusingavano d’avere a veggente le isole Lucaie, ma un gagliardo vento di nord-nord-west (maestro-tramontana) lo stesso che spirava in quel punto, gli avea trasportati al sud-est (a scirocco). Non avendo altre vele per governare la nave fuor