Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/606

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Atkins. Sono un ingrato, un cuor di tigre, questo sì è vero.

La moglie. Perchè dunque non fatto te più buono? Te pur dire essere fatto da lui?

Atkins. Egli ha fatto me come ha fatto tutto il mondo. Son io che mi sono sformato da me medesimo, io che ho abusato della sua bontà, io, io divenuto per opera mia l’abbominevole scellerato che sono.

La moglie. Fa conoscere me a questo Dio, io non farò andare in collera lui; io non farò brutte cose, io.


Qui Guglielmo Atkins ne raccontò che si sentì in guisa straordinaria serrare il cuore all’udire quella povera idiota creatura, che desiderava essere ammaestrata nella conoscenza di Dio, e al pensare che un perverso come lui non era capace di dirle una parola a sesto su questo Dio, quando la sgraziata vita che avea condotta, doveva quasi farle parere cosa ragionevole sino il non crederlo; anzi la donna non si era stata dal dirgli: che non potea persuadersi dell’esistenza di questo Dio; perchè l’uomo malvagio che le stava innanzi non era stato distrutto.


Atkins. Mia cara, tu vuoi dire ch’io lo faccia conoscere a te questo Dio, non te a lui, perchè egli ti conosce, e sa ciascun pensiere che ti passa nella mente e nel cuore.

La moglie. Come! quello che dico adesso a te tuo Dio sa? Sa me desiderare conoscer lui. Come far me per conoscere chi ha fatta me?

Atkins. Povera creatura! egli deve insegnartelo: io non lo posso. Lo pregherò che t’insegni a conoscerlo, e mi perdoni, poichè son troppo indegno d’ammaestrarti.


Il povero convertito ci narrò su questo proposito, come fosse in uno stato di vera agonia allo scorgere nella donna il desiderio di conoscere Dio e d’avere in ciò per maestro il marito. L’agonia fu sì grande che, lasciatosi cader ginocchione alla presenza di lei pregò Dio ad illuminar la mente di sua moglie con la salutare dottrina di Gesù Cristo; lo pregò, perchè gli perdonasse le sue colpe e tollerasse ch’egli divenisse stromento, benchè indegno, ad ammaestrarla ne’ principî della religione. Finita la sua preghiera, tornò a sedere