Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/689

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le berrette in aria di trionfo, e la barca avanti! Non si perdè d’animo il cannoniere e presto a caricar di nuovo i suoi due cannoni, le mandò un secondo saluto che, per dir vero, lasciò intatta la barca, ma dalle lamentose grida degli uomini della ciurma potemmo facilmente accorgerci che non era stata inefficace per loro. Noi, senza badare a ciò, voltammo il fianco del bastimento alla scialuppa, a scaricatile addosso tre altri cannoni, la vedemmo andar quasi affatto in pezzi: soprattutto il timone ed una parte di poppa erano saltati in aria; laonde calata tosto la vela, anche quella ciurma si trovò a mal partito.

Per dare il resto del loro avere a quegli sgraziati, accadde che il cannoniere sparò di nuovo i suoi due cannoni sovr’essi. In qual parte della scialuppa avesse colpito, non avremmo saputo dirlo; ma la vedemmo affondarsi e alcuni de’ suoi uomini cercare di salvarsi nuotando. Fatto subitamente lanciare in acqua il nostro scappavia, che ci tenevamo sempre lì pronto, ordinai ad alcuni de’ nostri di andare a raccogliere entro esso quanti poteano di que’ miseri caduti in acqua, per salvarli dall’annegarsi; poi di tornare con questi prigionieri a bordo del bastimento, ma di far presto, perchè vedevamo il resto delle scialuppe che cominciavano anch’esse a venire avanti. I nostri che entrati nello scappavia eseguirono appuntino un tale comando, raccolsero tre nemici, anzi un d’essi nel punto che stava per annegarsi, onde ci volle un bel pezzo prima d’averlo fatto rinvenire. Appena furono tornati a bordo, demmo con ogni massima speditezza le vele, ed eravamo già in alto mare quando ci accorgemmo che le tre altre scialuppe venute in soccorso della prima aveano stimato bene desistere dal darne la caccia.

Liberato così da un pericolo che, se bene non arrivassi ancora a capirne il vero motivo, pur sembrava più grave assai di quanto me lo avessi immaginato, risolvei cangiar direzione al nostro viaggio, in guisa che nessuno potesse scorgere ove divisassimo andare. Ci tenemmo pertanto alla parte più orientale di mare, posta affatto fuor della via ordinaria de’ bastimenti europei o destinati per la China o per qualunque altra contrada compresa nella scala del commercio d’Europa.

In questo mezzo ci facemmo ad interrogare i due marinari, affinchè ci spiegassero una volta come stesse la faccenda di questa persecuzione, e finalmente il marinaio olandese ci svelò tutto il segreto