Pagina:Avventure di Robinson Crusoe.djvu/782

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medesimi. Così mi vedessi (e qui mise un sospiro) in una condizione di vita siccome la nostra e non m’augurerei cangiarla per essere czar di Moscovia! Ho trovata più felicità in questo ritiro, ai vostri occhi terra d’esilio, che mai ne trovassi nella più alta autorità a cui pervenni un giorno alla corte del czar mio padrone. Il sommo dell’umana saggezza sta nell’attemperare il nostro animo al pari delle nostre circostanze, e nel crearci una calma interna sotto l’urto dei più tremendi turbini esterni. Ne’ primi momenti che venni qui, io mi strappava i capelli dal capo, mi squarciava le vesti, come hanno fatto altri innanzi di me; ma un poco il tempo, un poco la riflessione, mi condussero a portar lo sguardo dentro di me stesso e alle cose che mi stanno intorno ed a quelle poste fuori di me. Oh! se la mente dell’uomo si traesse, basterebbe una volta, a meditare da vero l’universale condizione della vita, e quanto poco il mondo contribuisca alla sua vera felicità, saprebbe presto formarsi una felicità da sè stesso, pienamente adatta alla propria soddisfazione e conforme ai propri migliori fini e desideri con ben poco bisogno di aiuto dal mondo. Aria per respirare, quanto cibo basta a sostenere la vita, panni per ripararsi dal freddo, libertà di moversi per conservar la salute: qui sta tutto quanto il mondo può darci per far compiuta la nostra felicità. Certamente la grandezza, l’autorità, le ricchezze e i piaceri di cui godemmo su questa terra, ebbero in sè medesimi il loro lato gradevole per noi; ma tutte queste cose appagarono soprattutto le più ignobili delle nostre inclinazioni, l’ambizione, l’orgoglio, l’avarizia, la vanagloria, la sensualità; tutte cose che essendo il prodotto della più spregevole parte della natura umana, furono colpevoli in sè medesime e racchiusero in sè medesime i semi di ogni maniera di delitti; ma niuna di queste può essere in affinità o divenire origine d’alcuna di quelle virtù che ci dimostrano uomini saggi, o di quelle grazie che ci fanno ravvisare cristiani. Per me, sol quando mi vidi spogliato di queste sognate felicità che andarono congiunte alla piena possanza di darmi in balìa ad ogni viziosa inclinazione, allora soltanto potei guardarle a tutto mio agio nel lor tristo verso ed accorgermi di tutte le brutture da cui sono contaminate. Allora potei convincermi che la sola virtù ha forza di rendere l’uomo e saggio e ricco e grande, e di mantenerlo su la via che guida a più alta beatitudine in uno stato avvenire. Circa allo stato presente, ci troviamo più beati nel nostro