Pagina:Copernico - Poemetto Astronomico.djvu/11

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Del Pigaffetta Vicentino Ulisse,
Che per ignoti mar col Megaglianes
155Osò spiegar le vele, e dopo lunghi
Perigliosi viaggi alfin con pochi
Compagni entrò, dei venti e flutti avanzo,
Nel sospirato porto, in mezzo all’onde
Lasciati, ed insepolti in strane arene
160I Soldati, e i Nocchier del Pino illustre,
Dell’Angiojello Berico Argonauta,
Che intrepido di Persia i golfi, e i scogli
Affrontò fu’ guerrier vagante abete;
Voi meritate, che Nettuno, e Teti
165Faccianvi serto di conchiglie, e d’alga,
E i Troiani festanti innanzi a voi
Suonin l’argentee buccine ritorte,
Cantando le Nereidi il vostro nome,
E a piene man spargendo perle, ed ambra:
170Ma troppo foste voi ciechi Idolatri
Delle celesti Costellazioni,
A l’ancora sarpare, a scior le vele
Dalle Stelle aspettando il fausto tempo,
Siccome di troncar dal lido il canape
175Diè in Aulide Calcante a’ Greci il punto,
E sì v’occupò il sen formidolosa


Reli-