Pagina:Dodici monologhi di Gandolin.djvu/48

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42 la macchina per volare


culatori che dovevano mettere a mia disposizione venti milioni, per una mia macchina che, se non si fosse fermata, avrebbe realizzato il moto perpetuo. Rientrai in casa, per abitudine, diedi un’occhiata al contatore. Corpo di Giuda! segnava cento e ventitrè chilogrammi! Io era dunque tradito da ben settantasette chilogrammi di persona sconosciuta! Mia moglie tentò giustificarsi, dicendo che anche la serva si era seduta sul sofà. Vile menzogna!

Procedetti subito a una verifica. La mia serva non pesava che sessantatrè chilogrammi; mancavano dunque quattordici chilogrammi alla fedeltà di mia moglie!

Vedete, sono passati dieci anni, ho perdonato a quella disgraziata che non è più.... eppure, se Dio fa che io ritrovi un uomo dal peso netto di settantasette chilogrammi.... sapete che cosa fo? Lo lego come un salame: lo metto sulla mia macchina per volare, salgo a tremila metri e poi.... (gesto di lanciarlo con ira).

(Guarda l’ora) Le 6 e 45 minuti. Che il banchiere Miranda creda di burlarsi di me? ma sarà lui il burlato: perchè