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DI EVCLIDE


Il Tradottore.
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Lo Autthore in questa prima petizione adimanda, che gli sia concesso, che da un ponto ad un altro si possa menare, ouero tirare una linea retta, come seria a dire dal ponto .a. al ponto .b. laqual petitione, per essere all’intelletto euidente, non si puo negare: uero è che alcuno potria dire, che a uoler esequire tal cosa attualmente in materia non è molto facile, perche si uede che per far piu giustamente tale effetto, egli è stato necessario all’operante ritrouare cautella, non solamente per tirare una linea da un ponto a un’altro di grandissima distantia, cioè, una linea retta di grandissima longhezza: ma anchora per tirarne ouero designarne una, che sia longa solamente uno, ouer duoi palmi. Et che sia il uero, si sa che comunemente per tirar, ouer designare dette linee di puoca longhezza, si costuma prima di farse fare una listetta di legno, ouero di alcuno metallo piu piana & retta che sia possibile, & secondo l’ordine di quella tira le dette linee rette da un ponto ad un’altro, secondo le sue occorrentie, laquale listetta alcuni chiamano Rega, & alcuni altri Regola, laqual rega, ouer regola, essendo perfetamente giusta, pur piu giustamente tirarà le dette linee rette, domente che la superficie della materia doue se tirano sia perfettamente piana, e che gli sia anchora diligentissimo nell’operare: lequal cose non è molto facile accordarle, cioè, che la regola sia perfettamente piana & retta, & che la superficie della materia doue si tirano similiter perfettamente piana, & che l’operante usi tutta quella perfetta diligentia, che si possa usare. Similmente per tirare, ouer designare le linee di molta lunghezza si costuma di tuore una corda sottile longa a sofficientia, & imbratta quella con una spongia infusa in certa acqua tinta communemente d’un colore rosso, & egli insieme con un compagno tirano la detta corda, & ciascaduno di loro con una mano la firmano uno delli duoi ponti doue desidera de tirare la detta linea, & l’altro all’altro, dapoi l’uno di loro con l’altra mano tira, & inarca sforzatamente la detta corda rettamente in aere, dapoi la lascia scorrerere, et quella percuottendo nella superficie di quella materia, doue si ritroua, ui lascia la linea signata di quel suo liquore, e perche la detta corda si soleua antiquamente far de lino, dicono li Grammatici che da quella è deriuato quel nome linea, laqual linea talmente fatta, douendo esser perfettamente retta, bisogna accordar piu cose, non molto facile, lequal per breuità lascio, perche ciascuno per le cose dette le puo considerar da se medesimo.

Hor cerco a tutti questi dubbij io rispondo, & dico, che eglie uero, anzi dico che, per tal cause niuna operatione fatta in materia (come fu detto in principio del Prohemio (puo esser cosi giusta, & precise, che non possi esser sempre piu giusta, e piu precisa: nientedimeno considerato tal atto operatiuo fuor di tutti gli impedimenti della materia (come fa il mathematico) tale petitione non si puo negare, ne il nostro intelletto puo dubitare di questo. Perilche bisogna notare (come piu uolte ho detto) qualmente tutta la scientia, ouero disciplina Geometrica si diuide in due parti, cioè, attiua, ouero operatiua, & in contemplatiua, ouero speculatiua, e pero parte di que sti