Pagina:La Religione e provida vigilanza.djvu/6

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E così fosse, che, penetrati tutti dallo stesso spirito, per cui sì cercò, ed accordossi tal mutazione, questa accogliessimo, e vi ci sommettessimo interamente, così che ne’ giorni feriali cristianamente intesi nelle domestiche cure, sgombri poi d’ogni temporale sollecitudine, ci occupassimo ne’ dì di Domenica, e poche altre Feste comandate nell’onorare Iddio, e santificare noi stessi, che è l’unico, il sommo, e solo nostro affare: e in tal maniera, che in nulla scemi l’adorazione, e il culto al sommo Iddio unico Bene, ed infinito, supremo Padrone di tutti, tremendo Giudice, dovuto, anzi si compensi non solo, ma di più si accresca a quel, che davaglisi nelle tolte feste pel maggior fervore della divozione nelle preghiere, nella frequenza a’ santi Sagramenti, nell’assiduità alle sagre Istruzioni, più scarse in ora pei fanciulli, ma tanto necessarie, e pe’ provetti, nelle lezioni de’ santi Vangeli, e altri libri di soda pietà, a che ci raccomanda assai di eccitare i Fedeli il religiosissimo Pontefice con quelle parole, che immediatamente aggiunge: Hæc Nos, Venerabilis Frater, non minus spiritualem, quam temporalem istorum Populorum utilitatem intuentes sancienda esse judicavimus, in quo plurimum sollicitudini, ac Pastorali vigilantiæ tuæ, et aliorum Venerabilium Fratrum confidimus, qui illud profecto sedulitate, studioque vestro efficietis, ne quid in divino cultu detractum videri possit. Sed quo minor Festorum dierum factus est numerus, eo major sit in populorum animis, pietatis fervor, ac devotio. Proinde vehementer etc.
Se non ci facciam coscienza, e impegno di tanto, sarem noi sempre più convinti, che non ad altra cagione debbasi la profanazione delle Feste, se non solo all’irreligione, e corruzion nostra, la quale torna il bene in male, mentre nelle rimaste (e ogni ragion vuole, che ne siano) non più di prima adorerebbesi Iddio, nè un s’impegnerebbe nell’importantissimo affare della propria eterna salute. Per altra parte poi vana sarebbe tale condiscendenza usata all’indigenza della plebe, quali pel soverchio numero
 
 
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