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16 EMILIO SALGARI


sto ancora, malgrado il gran numero di primavere che gli pesavano sulle spalle, il quale portava lungo il dorso un ornamento di penne di tacchino selvatico, distintivo dei capi indiani.

La sakem invece era rimasta sul suo cavallo, tutta avvolta nel suo magnifico mantellone bianco di pelo di montone di montagna a lunghissime frange colorate in rosso e azzurro.

Non si vedevano più che i suoi occhi, i quali avevano la fosforescenza di quelli delle belve feroci.

Gl’indiani, ora lasciandosi scivolare, ora sfondando i cespugli a gran colpi di scure, in pochi minuti giunsero in fondo alla scarpata e si disposero in fila, scrutando attentamente le acque.

Ma giungevano troppo tardi, poichè la corrente rapidissima aveva portato i due tronchi d’albero ormai assai lontani ed a cento passi di là dalla scarpata s’alzava un gigantesco bastione tagliato a picco sul fiume, il quale impediva di proseguire lungo il greto.

— Ah! ah! — esclamò l’indian-agent, il quale guidava magnificamente il suo tronco, tenendolo ben fermo colla scure che vi aveva infissa. — Ancora una volta la ferocissima Minehaha ha perduta l’occasione di riprendere la capigliatura di sua madre.

— La porti indosso, John? — chiese il signor Devandel che gli stava dietro.

— Come, non sapete che la parrucca che io porto è fatta dei capelli di Yalla? Pagai venti dollari per la fattura; ma questo non conta.

— Ah, brigante!

— Ho voluto metterla al sicuro sulla mia testa. Giacchè Minehaha si è presa la mia, io ho utilizzata quella di sua madre, che era veramente splendida.

Signor Devandel, curvatevi! —

Gl’indiani, vedendo in lontananza i due tronchi montati dai quattro uomini, che la corrente trascinava insieme ad una moltitudine di frammenti e di piccole lastre di ghiaccio, avevano aperto contro di essi, coi loro winchester, un terribile fuoco di fila.

Come è ormai noto, le pelli-rosse non sono mai stati capaci di abituarsi alle armi da fuoco, ed hanno sempre sparato come pessimi coscritti.

Avrebbero fatto forse meglio a conservare i loro archi e le loro frecce che colpivano quasi sempre i nemici; ma è vero bensì che quelle armi primitive avevano breve portata e conservandole, in uno scontro a parecchie centinaia di metri cogli americani, armati sempre di ottime carabine, si sarebbero esposti certamente a gravi rovesci.