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LE SELVE ARDENTI 31


— Pare che non ne abbiano avuto abbastanza della lezione che abbiamo loro data.

— Anche gli orsi grigi?

— Sono sempre in prima linea.

— Grida, dannata squaw! — urlò l’indian-agent. — Dove vuoi che ti cerchiamo noi? Nel fiume o in cima agli alberi? Siamo qui per salvarti. —

Una voce venne dall’alto.

— Ancora i visi pallidi?

— Noi siamo amici degli uomini rossi ― rispose prontamente l’indian-agent.

— Me lo giurereste?

— Sul buon Manitou o sul Grande Spirito, a tua scelta.

— Allora avanti, avanti!

— Dove sei?

— Legata fra i rami d’un albero. —

John, che era già giunto sotto un enorme pino, alzò il ramo resinoso, e vide qualche cosa di biancastro agitarsi fra i rami ad una altezza di cinque o sei metri, altezza sufficente per mettere a dura prova tutta l’agilità e lo slancio dei coguari.

— Corpo di trentamila corna di bisonte! — esclamò. — Una donna!... Puoi scendere?

— Sono legata.

— Chi ti ha messa costassù?

— Due cattivi uomini bianchi, che volevano strapparmi il segreto degli Atabask.

— Giorgio, — disse l’indian-agent, volgendosi verso il fratello dello scorridore. — Tu sei il più agile; sali e va’ a sbarazzarla dai suoi legami....

E noi, amici, teniamo testa a questi noiosi orsacci, i quali pare che abbiano congiurato stasera di banchettare colle nostre polpe vecchie e giovani. —

L’ostinazione di quegli animali era veramente inesplicabile, perchè sotto gli alberi si vedevano fuggire bisonti e grossi cervi, i quali avrebbero potuto satollarli abbondantemente e senza bisogno d’impegnare dei terribili combattimenti, poichè anche i giganteschi bufali di rado si rivoltano od oppongono una lunga resistenza, quantunque posseggano la forza d’un mezzo elefante o per lo meno d’un rinoceronte. La squaw, vedendo i cacciatori puntare i fucili, aveva subito gridato:

— Non fate fuoco, visi pallidi! —

Poi un sibilo modulato uscì dalle sue labbra, ed orsi, giaguari, coguari e perfino i lupi si arrestarono di colpo.