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522 le strade ferrate


Passiamo ora in rivista le linee di secondo ordine, quelle cioè che servono al movimento interno di persone e di merci dall’une all’altre regioni ed ai porti e centri di commercio secondarj, che non hanno importanza sufficiente per essere detti nazionali, ed il cui dispendio, per conseguenza, dovrebbe essere sostenuto consortivamente dallo Stato e delle regioni interessate. E per procedere ordinatamente dalla valle del Po all’Italia meridionale, metterò in primo luogo la linea che, staccandosi a Truffarello presso Torino, si spinge al Mediterraneo a raggiungere la ferrovia ligustica presso Albenga. Essa passerebbe per Savigliano, Fossano, Mondovi e Cava, salirebbe la val del Tanaro fin presso Garresio, dove, traforate le Alpi Marittime, guadagnerebbe la valle della Cerda e metterebbe capo ad Albenga. Questa linea accorcerebbe la via da Torino al mare e riescirebbe oltremodo proficua all’ubertoso bacino superiore di val di Tanaro e di val di Stura. Essa misura uno sviluppo approssimativo di chilometri 142, dei quali chilometri 50 già eseguiti ed eserciti dallo Stato fra Truffarello e Fossano, mentre per gli altri chilometri 92 esistono proposte non ancora coronate di successo.

Il secondo tronco diramasi da Torre Beretti sulla linea principale tra Genova e Milano, e per Mortara e Novara si spinge fino ad Arona, mettendo in diretta communicazione Genova col lago Maggiore. La lunghezza di questo tronco è di chilometri 95; fu eseguito ed è esercitato dallo Stato e forma anello secondario fra le linee dell’Adriatico, del Pò ed Elvetiche.

Propongo per terzo tronco la linea da Pavia a Rovigo, toccando Casal Pusterlengo, Cremona, Mantova, Legnago, Badia e Lendinara. È questa una terza linea longitudinale nella valle del Po, diretta a favorire immensamente il movimento commerciale della parte più ricca di prodotti agricoli della Lombardia e del Veneto. Essa traverserebbe l’Adda a Pizzighettone, l’Oglio a Marcaria, il Mincio a Mantova e l’Adige a Legnago. La sua lunghezza sarebbe di circa chilometri 210, escluso il piccolo tronco da Casal Pusterlengo a Codogno che fa parte della linea Piacenza-Milano; ma essendo intieramente in pianura, riescirebbe di facile e poco dispendiosa costruzione.

Un’altra linea importantissima è quella dalla Spezia a Verona, per unire direttamente il Mediterraneo alla val d’Adige, al Tirolo ed alla Baviera. Diramandosi dalla linea ligustica fra la Spezia e