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518 le strade ferrate


L’ossatura della Sicilia è formata dalla catena delle Madonie che da Messina a Trapani fronteggia la sua costa settentrionale in linea quasi retta, a metà lunghezza della quale diramasi una cresta secondaria, che serpeggiando discende lino a Noto a compiere la struttura triangolare dell’isola. Il monte Etna, più alto delle più elevate cime di queste catene, si alza maestoso ed isolato tra le due branche che si protendono verso levante. Questa singolare struttura dell’isola rende singolarmente arduo il problema della riunione più opportuna delle sue città principali, Messina, Catania e Palermo, senza trascurare né paesi interni, né le città di Siracusa Mazzara e Marsala, né uno sbocco nella costa meridionale di fronte all’Africa. La linea che ho tracciata, parte dal capo del Faro di contro a Scilla, dove l’arte non dispera di poter tentare l’ardito progetto di un ponte; scende lungo la marina all’unghia dell’Etna per Taormina a Catania; indi salendo le rive del fiume Simeto e del suo influente Viperino, varca il colle di Castro-Giovanni per portarsi nel dominio del fiume Grande sotto Caltanisetta. Rimonta poi la valle di detto fiume, sfora le Madonie un poco a levante di Petraglia, e raggiunto il Tirreno a Cefalù, si porta per Termini a metter capo a Palermo. Il suo sviluppo è di circa chilometri 335. Così comprendendo la linea sicula con quella del Tirreno di cui forma appendice, si avrà per questo ramo la lunghezza complessiva di circa chilometri 1708.

Ma questi tre grandi rami devono a vicenda collegarsi lungo la loro linea di sviluppo, per dare e ricevere vitalità, e per unire fra di loro i principali centri interni di popolazione e di ricchezza della penisola. Più frequenti saranno questi nodi, sarà meglio servito il paese. Se non che il gran fiume Po da valicare, e l’Apennino da sormontare o da sforare, presentano tali difficoltà d’arte, che, unite alle enormi spese che traggono con sé, ne avvertono di economizzarne possibilmente il numero. Io li avrei ridotti a sette, che sono i seguenti:

I. Tronco da Genova a Milano per Alessandria, Torre-Beretti, e Pavia. Questo tronco, mettendo in communicazione la città eminentemente commerciale colla città eminentemente agricola dell’Italia, lega ad un tempo fra di loro tutti e tre i rami cardinali sopra descritti in Alessandria, e si mette di là in diretta communicazione anche con Torino. Esso riesce lungo chilometri 173, di