Pagina:Leone Duodecimo e Pio Ottavo (Baraldi).djvu/29

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VII. morì sul trono pontificale. La tirannia del Direttorio non sostenne le catene d’un vecchio, e la morte di Pio VI. seco strascinò quella della Republica. L’oppresso fu più forte dell’oppressore, e mentre la republica cadeva in ruina sotto il peso de’ suoi delitti, il Papato risorgeva più forte e più trionfante che mai. La gloria dell’impero non sostenne la maestà di Pio VII., e la possanza colossale di Napoleone crollò davanti la fermezza d’un vecchio prigioniero[1]„. La Providenza che si ride delle umane follie fece servir persino alle sue vedute un discorso, che noi ci asterremo di qualificare, e che trovò nella sublime, religiosa e franca risposta la confutazion più completa non che una solenne e profonda protesta di quei sentimenti cattolici, che fidato alle promesse di nostro Signor Gesù Cristo proclamava quel Cardinal Castiglioni[2], che già lo Spirito di Dio designava al Pontificato. Non passarono che pochi

  1. V. le Conservateur Livr. xliii. Fevrier 1829 p. 219. Nel rendersi conto in questo Giornale di quanto si permisero di errori e di motteggi contro il Papa parecchi giornali d’altro colore, è singolarmente stravagante il Constitutionnel. „Costui, traendo al suo seguito le sue grandi e care parole di teocrazia, gesuitismo, superstizione, assolutismo fa lo spaventato, e riguarda tremando la Francia. Le publiche libertà nostre non corrono esse qualche pericolo? Chi può saperlo? i Cardinali stanno forse per congiurar contr’esse: la elezion d’un Papa favorisce i torbidi, ed è contraria alla tranquillità della Francia. Miserabile Tartufo! tu domandi la elezione per tutto, e tu la biasimi pel Papa: tu vuoi che dal semplice maire del più piccolo villaggio sino al Deputato, tutto sia eletto, e tu fingi di temere la elezion del capo della Chiesa; ma è necessario mentire, è necessario ingannar i semplici e gl’imbecilli. Che importano mai e la verità e la libertà? prima di tutto sia sempre il mestiere del calunniatore„ (ib. p. 218 et suiv.)
  2. Non è questo il luogo di aggiunger riflessioni che in folla si presentano nel leggere il discorso del signor Visconte di Chateaubriand al Conclave. Se ne può vedere un saggio nel Conservateur livr. xlviii. p. 362. A noi basta di far conoscere, come la risposta fattagli dal Cardinale Castiglioni fu trionfante, dignitosa, e per usare le giuste espressioni del citato giornale: „Direbbesi quasi ch’egli avea un secreto presentimento della elevazion sua al Pontificato, e che parlava di già al cattolico mondo come successore di Leone XII. E mentre l’Ambasciatore esponeva le sue idee al S. Collegio, e che perdevasi nella