Pagina:Leone Duodecimo e Pio Ottavo (Baraldi).djvu/7

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al ripetere espressioni, che sotto la penna di S. Girolamo divengono infuocate saette? A più tranquille e pacifiche idee ne richiami il pensare al Beatissimo nostro Pontefice Pio Viii. e il ripetere con Girolamo: solum habemus lucri, quod Christi nobis amore sociamur.

Permettete, Eccellenza Reverendissima, che vi preghi di presentare all’aureo e religiosissimo signor Visconte de Marcellus i miei ossequj, e molti ringraziamenti per la soavissima lettera sua, che mi somministrò, com’egli vedrà, un leggiadro pensiero a celebrar la memoria di un Pontefice, sulla perdita del quale era pur egli penetrato e dolentissimo. Rallegratevi seco del bell’elogio che ha recentemente composto pel monumento eretto all’Angelo della Chiesa di Bordeaux. Oh come le anime candide, religiose e fedeli si amano, e s’intendono anche senza conoscersi! e come a questi miseri tempi di freddezza, d’egoismo, d’incredulità riesce più cara e più necessaria l’amicizia dei buoni! Habemus mutuae obsidem caritatis: jungamur spiritu, stringamur affectu.

Conchiuderò questa mia lettera col nome e coi sentimenti d’un altro degnissimo uomo, col quale spessissimo si parla di voi, che vi stima e vi deve moltissimo. È questi il collega e amico mio Professore Giambatista Amici, che vi presenta i suoi ossequj, e divide meco quei sentimenti, che voi