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maneggia i sassi con precisione e tira a segno nei cartelli di porcellana delle pubbliche vie, perchè così il municipio abbia modo di tenergli conto dei cartoni che fa.

Se invece di ferire il cartello di porcellana coglie nel cristallo di una finestra, o in una vetrina di qualche magazzino, allora si allontana subito con molta dignità per non entrare in pettegolezzi inutili e per protestare contro il feroce proverbio inventato dai proprietarj del «chi rompe, paga».

Negli spettacoli pubblici si arrampica su per i muri con una elasticità meravigliosa e sa mantenersi sospeso in aria, purchè trovi l’appoggio d’un chiodo, d’una foglia d’albero, d’un filo d’erba. Se i naturalisti lo studiassero a fondo, ne farebbero l’anello di congiunzione fra la lucertola e la capra.


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Quando c’è un corteo funebre di gala, il ragazzo di strada non manca mai a raccattare la colatura dei torcetti e delle candele; egli solo conosce l’arte di fare struggere un torcetto di quattro chili in due soli minuti. Una vera vocazione avuta in dono dal cielo!

Nei corsi del carnevale lo vedete ficcarsi fra le ruote delle carrozze signorili, per dare la caccia ai confetti e ai mazzi di fiori. Le gambe dei cavalli lo rispettano, le ruote delle carrozze gli passano su i piedi e non gli fanno male. Il ragazzo di strada, è più inviolabile dello Statuto.

2 — C. Collodi, Occhi e Nasi