Pagina:Occhi e nasi.djvu/246

Da Wikisource.


_245_. sua strada, che bada ai suoi interessi e non, si mischia punto negli interessi degli altri: nem- meno di quelli del suo palese e del suo collegio. È, insomma, uno di quei deputati, come ee n’è tanti nel nostro Parlamento. ’ Andò a Roma il giorno dell’apertura solenne della sessione e prestò il suo bravo giuramento con molte disinvoltura; perchè il mio onorevole amico, quando si tratta di prestare, presta più volentieri cento giuramenti, che cento lire (per intendere questa squisita delicatezza d’animo, bi- sogna aver prestato cento lire, senza la speranza di riaverle). Ma la sera stessa di quel giorno, ripnrti colla st-rada. ferrata per tornarsene subito a cosa sue, perchè egli crede e ha creduto sempre che il primo dovere di un buon rappresentante della nazione sia quello di dormire ogni sera nel pra- prio letto. - Probabilmente ritornerà n Roma una seconda volta verso la metà d’agosto; e se in quel tempo la Camera sarà in vacanza, tanto peggio per lei. Basta al mio onorevole mnioo di poter dire agli elettori: ›- Il mio dovere l’ho fatto, e la mia coscienza è tranquilla! - Del resto, nulla di più naturale. Se lo domandato a me, « il Deputato che non va alla Camera › m’è parso sempre il vero tipo del Deputato indigene, nostrale, prettamente italiano. Perchè è bene rieordarselo: 1’ Italia è la Terra promessa della fiacoona. Qni non gerlnogliano le