Pagina:Proclama Torino 27 marzo 1849 Vittorio Emanuele II.djvu/1

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PROCLAMA DI S. M. IL RE


Cittadini!

Fatali avvenimenti e la volontà del veneratissimo mio Genitore mi chiamarono assai prima del tempo al Trono dei miei Avi.

Le circostanze fralle quali io prendo le redini del Governo sono tali che senza il più efficace concorso di tutti difficilmente Io potrei compiere all’unico mio voto, la salute della Patria comune.

I destini delle Nazioni si maturano nei disegni d’Iddio; l’uomo vi debbe tutta la sua opera; a questo debito Noi non abbiamo fallito.

Ora la Nostra impresa debbe essere di mantenere salvo ed illeso l’onore, di rimarginare le ferite della pubblica fortuna, di consolidare le nostre Istituzioni costituzionali.

A questa impresa scongiuro tutti i miei popoli; io m’appresto a darne solenne giuramento, ed attendo dalla Nazione in ricambio aiuto, affetto e fiducia.

Torino, addì 27 marzo 1849.


VITTORIO EMANUELE


Tip. Arnaldi