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DI ferrei cerchi, e di catene orrende
Gravar le membra, e tormentar se stesso,
E far da voglie turpi non oppresso
4Sia il corpo, cui ragion sgrida, e difende:
Rigoroso digiun servar, che rende
I van desiri obbedienti, e appresso
Tutto seguire che ne vuol concesso
8Austera penitenza, e a quel che intende;
Tu, Franco, amasti d’abbracciare, e appieno
Ch’eri Franco segnale a noi ne desti,
11Orme calcando di spinosa vita.
Or fa tu franchi i peccator non meno,
Sicchè ciascuno il suo fallo detesti;
14E Franco egli è se tal esempio imita.
INtanto che Giuseppe al sonno affida
Le stanche membra, in dolce sogno vede
Alato Messaggier che a lui si guida,
4Disceso or or dalla superna sede.
Ovunque ei passa par che tutto rida,
L’aura più chiara intorno ad esso riede;
Ma già gli è appresso, ed all’orecchio grida:
8Sorgi, e ne va; salva il Divino Erede.
Crudele Erode il cerca a dargli morte,
Prendi la Sposa, e ’l Figliolino, e ratto
11In Egitto ti reca a far soggiorno.
Sì, dice quei. Di tal Mosè al ritorno,
Di te a tuo prò, non a tuo danno tratto,
14T’allegra, o Egitto; immensa è la tua sorte.
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