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iv Prefazione.


determinato. Il Leibnizio bramava, che un’Opera di tal natura fosse intrapresa dal celebre Magliabecchi[1]; ma non sappiamo, ch’egli pensasse a compiacerlo. L’unico saggio, che abbiamo di una Storia generale dell’Italiana Letteratura, si è l’Idea della Storia dell’Italia Letterata di Giacinto Gimma stampata in Napoli l’anno 1723 in due tomi in quarto, Opera in cui sarebbe a bramare, che l’Autore avesse avuto eguale a una immensa lettura anche un giusto criterio, e a una infinita copia un saggio discernimento. Se vi ha alcuno, a cui io cada in sospetto il volermi innalzare sulle rovine altrui, il prego a leggere egli stesso l’Opera accennata, e a giudicare per sè medesimo, se io ne abbia recato troppo disfavorevol giudizio. Certo così ne ha pensato anche chi naturalmente dovea esser portato a lodarla, cioè il Dott. Maurodinoja, che ha scritta la vita di questo Autore[2], e che confessa, che in quest’Opera deesi bensì lodare l’intenzion dell’Autore, ma non il modo, con cui l’ha condotta ad effetto.

Il desiderio adunque di accrescere nuova lode all’Italia, e di difenderla ancora, se faccia d’uopo, contra l’invidia di alcuni tra gli stranieri, mi ha determinato a intraprendere questa Storia generale della Letteratura Italiana, conducendola da’ suoi più antichi principij fin presso a dì nostri. Dovrò io qui forse discendere alle usate proteste di essermi accinto a un’Opera superiore di troppo alle forze del mio ingegno e del mio sapere? A me pare, che cotali espressioni siano omai inutili ed importune. Se tu non ti credevi uomo da tanto, dicon talvolta i lettori, perchè entrasti tu in sì difficil carriera? E se hai pensato di poterla correre felicemente, perchè ci annoj con cotesta tua affettata modestia? Io ho intrapresa quest’Opera, e colla scorta di tanti valentuomini, i quali or l’uno or l’altro punto di Storia Letteraria hanno dottamente illustrato, ho usato di ogni possibile diligenza per ben condurla. Come io siaci riuscito, dovran giudicarne i lettori. Se io sono stato troppo ardito nell’intra-

  1. Ep. Germ. ad Maliab. p. 101.
  2. Calogerà Racc. d’Opusc. t. XVII p. 418.