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10 Storia della Letteratura Italiana.


già qualche cognizione o qualche idea della pittura? Ma qualunque si siano tai conghietture, egli è certo, che Omero di pittura alcuna non ci fa motto; e sembra impossibile, che in due Poemi, in cui tante e sì varie cose ei ne descrive, di questa sola non ci avesse lasciato memoria, se a’ suoi tempi ella fosse stata già in uso. Che più? Gli stessi scrittori Greci riconoscevano, che tardi avea tra essi avuto principio la pittura, cioè non prima dell’Olimpiade XC, che cade nell’anno di Roma 333. Anzi Plinio di negligenza li taccia[1] e di trascuratezza nella ricerca di questo punto di loro storia, perciocchè, egli dice, prima assai dell’Olimpiade XC furono tra essi pittori, cui egli annovera; e certo è presso tutti, soggiugne Plinio, che un quadro di Bularco Greco pittore fu circa il tempo di Romolo comperato ad oro, cioè verso la XVIII Olimpiade. Questa è la più antica epoca, che della pittura de’ Greci si possa trovare; e, ciò che è più strano, egli è convenuto, che un Italiano, cioè Plinio, l’additasse a’ Greci ricercatori per altro solleciti delle lor lodi.

X.

Prima di loro la conobber gli Etruschi.

Ma Plinio stesso, benchè abbia l’onor de’ Greci innalzato più ch’essi non isperavano, si fa nondimeno a mostrare, che maggior lode ancora si debbe in questo all’Italia, e che tra noi perfetta era già l’arte del pingere, quando fra’ Greci cominciava appena a nascere e dirozzarsi. Parla egli[2] di un tal Cleofanto da Corinto, di cui dice, che fu il primo a usar di qualche colore nella pittura. Quindi soggiunge: Hunc aut eodem tempore alium fuisse, quem tradit Cornelius Nepos secutum in Italia Demaratum Tarquinii Prisci Romani Regis patrem... mox docebimus. Jam enim absoluta erat pictura etiam in Italia. Extant certe hodieque antiquiores Urbe picturæ Ardeæ in ædibus sacris, quibus quidem nullas æque demiror tam longo ævo durantes in orbitate tecti veluti recenti. Similiter Lanuvii, ubi Atalanta & Helena cominus pictæ sunt nudæ ab eodem artifice, utraque excellentissima forma, sed altera ut virgo, ne ruinis quidem templi concussæ... Durant & Cære antiquiores & ipsæ. Tutto questo passo ho qui voluto recare, perchè chiaramente s’intenda il senso di quelle non troppo chiare parole: Jam enim absoluta erat pictura etiam in Italia; parole, le quali a mio parere non altro ci vogliono signifi-

  1. Hist. Nat. lib. XXXV cap. VIII.
  2. Ibid. cap. III.