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Parte I. 9


neo. Varie sono, ne dice egli[1], le opere de’ Tirreni, poiché nel travaglio delle arti sono essi esperti ed ingegnosi. Il che pure da Eraclide Pontico si afferma. Questi, egli dice[2] favellando de’ Tirreni, in molte arti si esercitano. Anzi che nell’esercizio delle arti medesime fossero essi anteriori a’ Greci, egli è sentimento di più moderni Scrittori[3]. Io non recherò gl’Italiani, che potrebbon cadere in sospetto di soverchia parzialità, ma due valenti oltramontani, cioè i soprallodati Conte di Caylus, e Winchelmann. On les voit, dice il primo parlando delle arti[4], formés en Egypte avec tout le caractere de la grandeur; de là passer en Etrurie, où ils acquirent des parties de détail, mais aux depens de cette même grandeur; être ensuite transportès en Grece. L’altro afferma parimenti, che dopo le opere Egiziane le più antiche sono le Etrusche[5]. Ma è da vedere di ciascheduna arte in particolare.

IX.

Quando cominciasse la Pittura fra Greci.

E primieramente per ciò, che appartiene alla Pittura, non è sì agevole a determinare, in qual tempo avesse ella in Grecia cominciamento. L’Abate Fraguier in una dissertazione, di cui abbiamo il compendio nella storia dell’Accademia delle Iscrizioni[6], vorrebbe persuaderci, che anteriore ella sia a’ tempi d’Omero. Noi non veggiamo, egli dice, che Omero di Pittura alcuna faccia menzione; ma pur veggiamo, che le sculture dello scudo di Achille ci descrive per tal maniera, che sembra impossibile, ch’egli non avesse idea di ciò che fosse pittura. Veggiamo ancora, che di varii ricami egli parla, che messi erano a varii colori. Or come mai potevasi ciò immaginare senza aver

  1. Deipnos. lib. XV.
  2. Polit. de Tyrrhen.
  3. Su questo argomento merita di esser letta la Dissertazione del celebre Sig. D. Giambatista Gherardo del S. R. I. Conte e Signore di Arco della Patria primitiva delle Arti del Disegno stampata in Cremona nel 1785, nella quale con più argomenti ei dimostra, che non solo in Italia prima che in Grecia fiorirono tutte le Arti, ma che anzi la Grecia non altronde ricevettele che dall’Italia. Egli ha ancor voluto provare, che gli Etruschi Inventori dell’Arti non furono quelli, che abitavano le Provincie indicate poi col nome di Etruria, ma più probabilmente quelli, che nelle regioni Circompadane fissata aveano la lor dimora. Ma in questa parte non sembra che gli argomenti da lui addotti abbiano ugual forza.
  4. Recueil d’Antiquit. t. I pref. pag. 9.
  5. Monumenti antichi inediti. Cap. III.
  6. T. I pag. 75.