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8 Storia della Letteratura Italiana.


scorta di alcun’altra nazione si applicarono alle arti liberali, confessa però, che del commercio cogli Egiziani poterono dopo giovarsi assai[1].

VII.

Pruova del fiore,in cui erano le Scienze presso gli Etruschi, tratta dalla loro eccellenza nelle Arti Liberali.

Queste nondimeno, a parlare sinceramente, non sono che conghietture. Altri più certi argomenti possiam recarne. Le arti, che diconsi liberali, sotto il qual nome sogliamo intendere comunemente la Pittura, la Scultura, l’Architettura, hanno una sì stretta union colle scienze, che nè le une posson fiorire senza le altre, e se queste vengano meno, forza è che quelle ancora cadano, e periscano miseramente. A me non appartiene il fare a questo luogo il filosofo, e il cercarne nell’indole e nella natura delle une e delle altre l’occulta ragione. Io parlo da Storico, e mi basta il riflettere, che il secol d’oro per Atene e per Roma fu tale per rapporto alle lettere ugualmente che per rapporto alle arti; che i secoli barbari furono alle une e alle altre ugualmente fatali, che il XV, e il XVI secolo furono dell’une e dell’altre al tempo medesimo ristoratori; e che Luigi XIV le une e le altre ravvivò al tempo medesimo nella sua Francia. Oltre di che egli è troppo palese, che nè Pittore, nè Scultor, nè Architetto d’alcun nome non può essere, che non sappia bene la proporzione delle parti, la natura de’ colori, le leggi della prospettiva, ed altre sì fatte cose, che solamente collo studio delle scienze s’imparano. Se dunque si mostri, che delle arti liberali furon gli Etruschi illustri coltivatori, mostrerassi insieme, che coltivate furono da essi con egual successo le scienze; e se si mostri, che queste arti coltivate furon da essi prima che da qualunque altro popolo d’Europa, mostrerassi insieme, che i primi ancora essi furono, che in Europa coltivasser le scienze.

VIII.

Quanto anticamente cominciarono a conoscerle.

Or che gli Etruschi fossero nelle arti liberali eccellenti ed illustri, ne abbiamo una chiara testimonianza in Ate-

  1. far uso che della version Francese stampata in Amsterdam e altrove nel 1766. La nuova edizione da lui apparecchiata, ma non potutasi da lui pubblicare per l’infelice sua morte accaduta nel Giugno del 1768, ci ha dati assai più copiosi lumi su questo argomento. Io ho alle mani l’edizione fattane in Roma per opera dell’Ab. Carlo Fea l’anno 1783 ec. Ivi si può vedere ciò, che a lungo dice nel terzo Libro del primo Tomo il chiarissimo Autore delle Belle Arti esercitate non sol dagli Etruschi, ma anche dagli altri antichi popoli lor confinanti, quali erano i Sanniti, i Volsci, e i Campani.

  2. Monumenti inediti c. I.