Pagina:Una sfida al Polo.djvu/16

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10 capitolo i.


hurràh, che diventavano ormai sempre più rauchi, quando una voce formidabile rimbombò, coprendo per un istante tutto quel fracasso.

— I policemen!... —

A quell’annuncio un silenzio improvviso era successo a tutto quel pandemonio. Si sarebbe detto che le ugole di quei diecimila spettatori si erano spezzate di colpo.

Fu una cosa che ebbe però la durata di soli pochi secondi.

Urla più formidabili di prima si erano prontamente alzate in tutte le direzioni.

— Dove sono quei furfanti?

— Accoppiamoli!...

— Gettiamoli nel S. Lorenzo!...

— A morte!... A morte la polizia!... —

Un grosso automobile, dipinto in grigio, s’avvicinava rapido alla pista, seguendo la bianca via poco prima percorsa da quello di miss Ellen Perkins.

Sei uomini, armati di mazze, lo montavano e non si poteva aver dubbio, per la divisa che indossavano, sulla loro qualità. Erano dei policemen del Dominio che giungevano probabilmente coll’ordine d’impedire quel combattimento a colpi di pugno, che poteva terminare in modo egualmente tragico per l’uno o l’altro dei due avversari.

L’automobile, lanciato a tutta velocità, passò come un fulmine attraverso il largo squarcio aperto nella palizzata, facendo fuggire precipitosamente gli spettatori, e dopo d’aver descritto un mezzo giro si fermò, con gran fragore, presso quello di miss Ellen.

Proprio in quel momento il signor di Montcalm e master Torpon si erano messi l’uno di fronte all’altro, nudi fino alla cintola, fiancheggiati dai loro partners, pronti a rompersi le