Alcuni ritratti di donne illustri delle provincie veneziane/Elena Cornaro Piscopia

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Elena Cornaro Piscopia
Veneziana

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Isabella Andreini Rosalba Carriera


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ELENA CORNARO PISCOPIA


VENEZIANA.


Nobilissima schiatta, molta avvenenza, vastità di sapere, non fucata modestia, [p. 329 modifica]irreprensibil costume, pietà singolare resero questa giovane la maraviglia delle donne del suo tempo. Nella più tenera età eranle familiari, oltre ad alcuni idiomi viventi, l’ebraico, il greco, il latino; ed il gran numismatico Carlo Patin, nel dedicarle una sua opera, esclamò: Tu Romam Athenas, Hierosolymamque vehis! Le più astratte materie della filosofia, delle matematiche, dell’astronomia, sin anche della teologia, erano suo alimento; e se sentiasi inspirata a far versi sapea con molta dolcezza accompagnarne il canto colle dita su’ tasti, poichè anche la musica le era assai famigliare. Sin dal 1653, suo undicesim’anno, avea fatto voto di virginità, che mantenne inviolato, rinunziando d’impalmarsi sino con principi forestieri. Per consentire al paterno volere l’anno 1678 nel duomo di Padova, fra la pompa più solenne, ottenne laura in filosofia; dopo di che sì nell’università, come nelle accademie si fece alcuna volta ascoltare con grande ammirazione; nè era a que’ giorni straniero di alta nascita o di molta dottrina, che non amasse di visitarla, e che non restasse preso sia del suo sapere, sia della nobiltà e urbanità del suo tratto. Forse la troppo austera vita che condusse abbreviò i suoi dì, essendo passata [p. 330 modifica]a più salda vita in età di soli 38 anni, nel 1684. Un generale compianto dimostrossi con grandi esequie, con lugubri canti, con solenni onorificenze, con raccolte pubblicate a stampa, e colla erezione del suo simulacro nel portico dell’università padovana. Il celebre p. Bacchini mise a luce, quattr’anni dopo la sua morte, alcuni brevi suoi Discorsi, Lettere ed Elogi. Se questi componimenti non adeguano oggidì la fama di cui essa godette, è da accusarsi la decadenza in cui erano a’ suoi tempi le amene lettere nelle veneziane contrade; oltre a che l’illustre donzella non curavasi punto di fama letteraria, tutta concentrata com’era nell’esercizio delle cristiane virtù. Massimiliano Deza suo biografo osservò che di due miracoli può dirsi ch’Elena andasse adorna, l’uno d’essere stata dotta senza paragone, l’altro d’essere stata donna senza vanità.