Astronomia/Capitolo primo/3

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La Terra è isolata nello spazio, da nulla pende sospesa, su nulla si appoggia

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Joseph Norman Lockyer - Astronomia (1904)
Traduzione dall'inglese di Giovanni Celoria (1904)
La Terra è isolata nello spazio, da nulla pende sospesa, su nulla si appoggia
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§ III.

La Terra è isolata nello spazio,
da nulla pende sospesa, su nulla si appoggia
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16. Avrete, probabilmente, in qualche libro di Storia o di Geografia, letto di quei famosi navigatori portoghesi e spagnuoli, che fecero per i primi il giro del globo. Dopo di loro, in epoche relativamente a noi vicine, altri viaggiatori, e italiani e francesi e inglesi, rifecero il giro, parte per mare, parte per terra, in tutti i versi, sicchè se si tracciassero con linee sensibili i loro itinerarii, si otterrebbero delle curve intersecantisi in mille guise e tutte insieme formanti una fitta rete intorno alla Terra.

Ebbene, quei viaggiatori non incontrarono altri ostacoli sul loro cammino che catene di monti, cui bastò loro salire per un versante e scendere dall’altro per continuare il viaggio, che fiumi, laghi e mari, facilmente superabili colla navigazione. Partiti in una direzione, verso est ad esempio, continuando a camminare sempre in quella direzione stessa, sono ritornati a casa dalla direzione opposta. Dappertutto ebbero il cielo sopra le loro teste; dappertutto videro il Sole la Luna e le stelle girare apparentemente in cielo intorno a loro. È quindi ben certo e dai fatti dimostrato che la Terra stà [p. 15 modifica]isolata in mezzo allo spazio; che non è sospesa ad alcuna fune, nè appoggiata ad alcun sostegno1.

17. Tutti gli abitanti della Terra ne occupano la superficie; essi, ed in generale tutti gli oggetti terrestri, sono trattenuti sovra tal superficie dal loro peso, che è una forza la quale tende ad avvicinarli al centro della Terra.

Una pietra, lasciata cadere in un pozzo, non si ferma, sinchè il suo peso non l’ha tratto fino al fondo, e se il pozzo arrivasse col fondo suo fino al centro delle Terra, essa pietra non si fermerebbe che giunta a questo centro.

Un corpo che cade è un corpo che si avvicina al centro della Terra. Giunto a questo centro esso non potrebbe proseguire il suo cammino che salendo nella direzione contraria.

In conseguenza di questi fatti, tutti gli abitanti della Terra hanno il basso, i piedi, verso il centro di essa, e l’alto, il capo, nella direzione opposta, all’infuori della superficie della Terra. Tutti ci appoggiamo coi piedi ad essa superficie, tutti portiamo alta la testa, ed abbiamo lo spazio celeste sopra il nostro capo. [p. 16 modifica]

Gli abitanti dei paesi che distano da noi di una mezza circonferenza di circolo massimo e che si trovano quindi rispetto a noi dall’altra parte del centro della Terra, volgono verso di noi i loro piedi e noi i nostri verso di loro: possiamo dire che essi sono sotto di noi, ed essi dicono che noi siamo sotto di loro. Questi abitanti di punti della Terra diametralmente opposti hanno i piedi rivolti gli uni verso gli altri, e soglionsi per questo chiamare antipodi.

Note

  1. Che la terra si libri sospesa nello spazio è cosa che qui si dimostra e si accetta come verità di fatto, ma della quale è difficile acquistar coscienza intera. L’antichità pure l’ammise, ma si può affermare con sicurezza che essa non seppe mai spiegare a sè medesima come la Terra e come in generale un corpo possa nello spazio librarsi isolato per ogni parte, nè sospeso, nè appoggiato.
    Di questo fatto la vera ragione potè darsi solo nel secolo decimosettimo dopo la scoperta del principio della gravitazione universale; di esso si riesce ad aver coscienza piena solo dopo essersi per lunga meditazione resa famigliare la conoscenza e delle relazioni che esistono fra le forze e i movimenti da esse prodotte, e delle leggi meccaniche che governano i moti dei proiettili o dei gravi in generale.