Audizioni Commissione d'inchiesta Federconsorzi/8

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Esame audizione lavori svolti

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SENATO DELLA REPUBBLICA CAMERA DEI DEPUTATI XIII LEGISLATURA

COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SUL DISSESTO DELLA FEDERAZIONE ITALIANA DEI CONSORZI AGRARI



RESOCONTO STENOGRAFICO DELLA SEDUTA DI MARTEDI’ 25 MAGGIO 1999


Presidenza del presidente Melchiorre CIRAMI


I lavori hanno inizio alle ore 19,40. (La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente)

Presidenza del presidente CIRAMI

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Vi informo che, in data 10 maggio 1999, il Presidente della Camera dei deputati ha trasmesso alla Commissione copia di una lettera, con allegata documentazione, inviata dall’avvocato Antonio Caiafa, liquidatore giudiziale dei beni della Federconsorzi in concordato preventivo. Ho ritenuto opportuno rimettere una copia di tale missiva, con i relativi allegati, al senatore D’Alì, ai fini di più approfondito esame della stessa da parte del gruppo di lavoro da lui coordinato.

Vi comunico, infine, che il professor Capaldo, al quale era stato trasmesso il resoconto stenografico dell’intervento da lui svolto nella seduta del 20 aprile, perché vi apportasse alcune limitate correzioni, ha ritenuto invece di intervenire sul testo operando inserimenti, sostituzioni e soppressioni di alcune frasi. Su incarico dell’Ufficio di Presidenza ho comunicato, con lettera in data 20 maggio 1999, al professor Capaldo che non possono essere accolte tutte le correzioni da lui apportate al suo intervento, in quanto la possibilità offerta alla persona ascoltata di rivedere il testo è finalizzata esclusivamente a garantire la fedeltà e la corrispondenza di questo alle frasi effettivamente pronunciate nel corso della seduta: in particolare non possono ritenersi ammissibili correzioni che si risolvano nell’inserimento, nella sostituzione, nella soppressione o nella riformulazione di interi periodi, anche quando mirino a rendere maggiormente chiare le considerazioni formulate dalla persona ascoltata. A tal proposito, il professor Capaldo ha convenuto con noi e si è adeguato, nel rivedere il testo del suo intervento, ai criteri prima enunciati.

Esame della relazione sui lavori svolti, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, della legge 2 marzo 1998, n.33

PRESIDENTE. L’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi e dai coordinatori ha esaminato, nella riunione del 20 maggio 1999, la relazione sui lavori svolti che la Commissione è tenuta a presentare, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, della legge istitutiva, ai Presidenti di Camera e Senato entro quattro mesi dalla sua costituzione. In tale relazione sono ricostruite le tappe salienti dell’attività sinora compiuta dalla Commissione e sono delineate le iniziative che saranno assunte nei prossimi mesi. In aggiunta ad alcuni rilievi in ordine alle difficoltà operative incontrate nella fase di avvio dell’attività, viene segnalato, su un piano più generale, come risultino fin d’ora inadeguati i ristretti limiti di tempo stabiliti per la conclusione dei lavori, in considerazione della complessità dell’inchiesta e come si sia manifestato l’orientamento della Commissione a sollecitare una proroga del termine previsto dall’articolo 9 della legge istitutiva. Invito pertanto i colleghi ad esprimersi su tale relazione che, una volta approvata, sarà trasmessa, come ho già detto, al Presidente della Camera dei deputati e al Presidente del Senato. Non essendovi iscritti a parlare, rinvio il seguito dell’esame e la votazione della relazione ad altra seduta.

Proposte di delibera relative alle collaborazioni, ai sensi dell’articolo 24 del Regolamento interno

PRESIDENTE. Vi comunico che, in data 12 maggio 1999, il Consiglio superiore della magistratura ha deliberato – devo aggiungere finalmente – di autorizzare il dottor Edoardo Monti ad assumere l’incarico di collaboratore a tempo parziale e che, in data 13 maggio 1999, lo stesso Consiglio ha deliberato il collocamento fuori ruolo del dottor Rosario Basile per essere questi destinato alla Commissione come collaboratore a tempo pieno. In data 18 maggio 1999, ho pertanto indirizzato al Ministro di grazia e giustizia formale richiesta perché il dottor Basile sia autorizzato a prendere anticipato e immediato possesso dell’incarico conferitogli dalla Commissione.

In ordine alla nostra richiesta di distacco del capitano Cosimo Tripoli e del sottotenente Giovanni Panebianco, vi informo che, in data 20 maggio 1999, il comandante generale della Guardia di finanza, ha comunicato di aver interessato il Ministro delle finanze per il rilascio del prescritto nulla osta, che sarebbe dovuto in relazione alla peculiare posizione d’impiego dei citati ufficiali. Il generale Mosca Moschini ha altresì fatto presente che i due ufficiali manterranno la titolarità degli incarichi attualmente ricoperti, ma saranno messi a disposizione della Commissione ogni qualvolta si renderà necessario e cioè permanentemente.

L’Ufficio di Presidenza, nella riunione del 20 maggio 1999, ha convenuto di sottoporre al plenum della Commissione la designazione di ulteriori collaboratori ai quali richiedere una consulenza non continuativa. In particolare nel corso di questa e di precedenti riunioni, sono stati esaminati i curricula del professor Alberto Stagno d’Alcontres, del professor Claudio De’Giovanni e del dottor Francesco Paolo Romanelli, nonché del ragioniere Francesco Picone, del dottor Fabrizio Mancinelli e del generale Gaetano Nanula.

Invito pertanto i colleghi ad esprimersi in ordine a tali proposte di delibera che dovranno essere approvate dalla Commissione, ai sensi dell’articolo 24 del Regolamento interno.

A proposito delle collaborazioni, consentitemi di aggiungere che, sarebbe opportuno concedere ai gruppi di lavoro il tempo d’individuare, in itinere, nel corso della loro attività di acquisizione conoscitiva, su specifiche questioni, altre professionalità, sempre che queste non siano possedute dai collaboratori già designati dalla Commissione.

Devo inoltre comunicare che le audizioni stabilite nell’orario serale innanzi tutto non ci consentono di avere a disposizione, in termini immediati, il resoconto stenografico. In secondo luogo, poiché le audizioni saranno più frequenti (ne abbiamo calendarizzate almeno due a settimana), dovremo evitare l’onere - che non è cosa di poco rilievo – di sostenere le spese di missione per tutti i collaboratori presenti; infatti, le audizioni svolte nel corso della mattinata – come del resto accade in gran parte delle Commissioni – consentirebbero a ciascuno dei collaboratori di rientrare nelle proprie sedi senza costituire aggravio per la Commissione.

Il prossimo Ufficio di Presidenza, pertanto, dovrà fissare il calendario delle prossime audizioni in orari diversi da quelli serali.

DE CAROLIS. Signor Presidente, intervengo sulla proposta di delibera relativa alla nomina di alcuni consulenti suggerita dai gruppi di lavoro.

Se ho ben compreso, tra i vari consulenti, la Commissione dovrà procedere anche alla nomina del dottor Mancinelli. Mi risulta che quest’ultimo sia stato consulente del sostituto procuratore della Repubblica, dottor Razzi, e quindi non ritengo possa essere nominato consulente della nostra Commissione per palese incompatibilità.

Proprio alla luce del fatto che diversi consulenti operano oggi nell'ambito della S.G.R., ricevendo in taluni casi onorari miliardari, le chiedo di inserire nel programma delle audizioni, quando ella lo riterrà opportuno, anche quella dell'attuale direttore della S.G.R., dottor Rossetti, al fine di conoscere meglio quanto le ho anticipato.

D'ALI'. Signor Presidente, nell'ambito dell'ultima riunione dell'Ufficio di Presidenza fu prospettato un elenco di curricula di consulenti che non ho sentito citare. Avevamo già presentato in sede di Commissione plenaria altri curricula, ai quali si sono aggiunti quelli di cui è stata data lettura nell'ultima riunione dell'Ufficio di Presidenza. Desidero pertanto un chiarimento.

PRESIDENTE. Senatore D'Alì, mi può indicare il nome di un consulente che può essere sfuggito?

D'ALI'. Il dottor Patalano, per esempio.

PRESIDENTE. Il dottor Patalano è stato al momento escluso perché è ispettore della Banca d'Italia.

D'ALI'. Il dottor Patalano è un ex ispettore della Banca d'Italia.

PRESIDENTE. In una delle prime riunioni dell'Ufficio di Presidenza avevamo convenuto di escludere dalle collaborazioni coloro che avessero avuto rapporti con uno degli istituti o degli enti, tra i quali la Banca d'Italia, che avrebbero potuto essere, molto probabilmente, oggetto della nostra inchiesta.

D'ALI'. Signor Presidente, questa decisione può riguardare coloro che, all'epoca dei fatti, ricoprirono determinati incarichi; non credo che il lavoro svolto in Banca d'Italia possa essere considerato un marchio impresso a vita.

PRESIDENTE. L'Istituto nel suo complesso potrebbe essere oggetto di uno dei filoni d'inchiesta della Commissione.

Il senatore De Carolis ha poc'anzi richiamato la nostra attenzione sul fatto che il dottor Mancinelli è stato consulente del dottor Razzi: tale attività lo pone in una situazione di incompatibilità, se non formale almeno fattuale.

VENETO Gaetano. Desidero rassicurare il collega D'Alì. Qualche tempo fa, quando segnalai, tra i possibili collaboratori della Commissione, un ispettore della Banca d'Italia, il dottor Berionne, il Presidente espresse delle perplessità; in quella occasione dissentii, ma in questa circostanza concordo con la valutazione del Presidente. L'Ufficio di Presidenza, riunitosi per sottoporre al plenum della Commissione la designazione dei collaboratori, ha stabilito di ascoltare gli attuali dirigenti della Banca d'Italia; successivamente potrà essere presa in considerazione la possibilità di un rapporto di collaborazione con coloro che abbiano assunto determinati incarichi dopo il verificarsi dei fatti che ricadono nell'inchiesta. Al momento sarebbe opportuno seguire questa prassi.

D'ALI'. Il caso del dottor Berionne è diverso perché è attualmente in carica; il dottor Patalano ha lasciato la Banca d'Italia venti anni fa.

VENETO Gaetano. Il dottor Berionne è responsabile della Vigilanza soltanto da un anno e mezzo; ciò nonostante mi sembra giusta la valutazione della Presidenza. Dobbiamo svolgere taluni accertamenti e, al momento, è preferibile non intersecare le due strade; possiamo riservarci la possibilità di decidere successivamente. Mi sembra una soluzione saggia.

PRESIDENTE. Desidero esprimere una mia personale valutazione. Se il dottor Patalano, che non conosco personalmente, fosse attualmente ispettore della Banca d'Italia e non avesse ricoperto questo incarico venti anni fa, credo che la sua posizione sarebbe concettualmente meno incompatibile rispetto al rapporto di collaborazione con la Commissione. I fatti alla nostra attenzione si riferiscono ad un'epoca passata.

D'ALI'. Non procediamo con lo spannometro!

PRESIDENTE. Non procedo con lo spannometro; non credo che, nel panorama delle professionalità presenti in Italia, non si possa fare a meno della collaborazione di chi ha assunto incarichi nella Banca d'Italia, dal momento che quest'ultima potrebbe essere oggetto della nostra inchiesta. Mi permetto di insistere su questo punto, che è stato concordato inizialmente, sebbene spetterà alla Commissione decidere in proposito in sede di votazione.

D'ALI'. Forse non sono stato felice nella mia esposizione. Desideravo sottolineare che si tratta di una professionalità con un notevole bagaglio di esperienze, maturate in diverse situazioni. Non credo che un'esperienza di lavoro in Banca d'Italia possa essere di pregiudizio ad una professionalità estrinsecatasi poi in altri ambienti. Non capisco quale sia il nesso logico per affermare l'incompatibilità.

PRESIDENTE. Forse non sono stato chiaro e ho l'obbligo di ripetermi. Non ho pregiudizi di sorta nei confronti delle individuali doti professionali della persona indicata. Non ho pregiudizi neanche nei confronti della Banca d'Italia, un'istituzione che rispetto; avverto tuttavia la preoccupazione che possano divenire oggetto della nostra inchiesta anche i comportamenti istituzionali, o di singole persone, della Banca d'Italia. Per questo motivo ho invitato tutti i colleghi a ricercare in altri ambiti professionalità che possano vantare un simile bagaglio di conoscenze e di esperienze. Se in corso d'opera dovesse risultare assolutamente necessaria la collaborazione del dottor Patalano, la Commissione ne prenderà atto e procederà alla sua nomina.

MANCUSO. Signor Presidente, esprimo un completo dissenso rispetto al suo orientamento, ma mi asterrò dal motivarlo.

PRESIDENTE. Non ho la pretesa di essere condiviso da tutti e rimetto la decisione alla Commissione. Ho voluto sottolineare che ho espresso una convinzione personale.

La Commissione procederà ora alle votazioni per la designazione degli ulteriori collaboratori, secondo l'ordine di presentazione dei curricula esaminati dall’Ufficio di Presidenza.

Metto ai voti la proposta di designare consulente della Commissione il ragionier Francesco Picone.

E' approvata.

Metto ai voti la proposta di designare consulente della Commissione il dottor Fabrizio Mancinelli.

Non è approvata. Metto ai voti la proposta di designare consulente della Commissione il generale Gaetano Nanula.

E' approvata.

Metto ai voti la proposta di designare consulente della Commissione il dottor Claudio Patalano.

E' approvata.

Metto ai voti la proposta di designare consulente della Commissione il dottor Francesco Paolo Romanelli, vice procuratore generale della Corte dei Conti.

E' approvata.

Metto ai voti la proposta di designare consulente della Commissione il professor Claudio De’ Giovanni.

E' approvata.

Metto ai voti la proposta di designare consulente della Commissione il professor Alberto Stagno d'Alcontres.

È approvata.

Vi comunico che pochi minuti fa mi è stato consegnato il curriculum di un altro professionista; tuttavia prima di sottoporre la sua designazione al plenum della Commissione ritengo opportuno far sì che la sua candidatura sia oggetto di un esame più approfondito in sede di Ufficio di Presidenza.

Vi comunico, che la Commissione si riunirà domani, 26 maggio, alle ore 19,30 nell'Aula della 9a Commissione permanente per l'audizione del dottor Salvatore Vecchione, procuratore della Repubblica di Roma.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

VENETO Gaetano. Signor Presidente, condivido le sue osservazioni circa le difficoltà che incontriamo nel corso delle riunioni serali in ordine al raggiungimento del numero legale, tuttavia desidero sottoporle una questione. Essendo questa una Commissione d'inchiesta bicamerale, mi chiedo se non sia possibile, facendone formale richiesta ai Presidenti di Camera e Senato, essere considerati assenti giustificati in ordine al raggiungimento del quorum che garantisce la presenza del numero legale nei due rami del Parlamento.

La mia proposta è finalizzata al conferimento di una delega alla sua persona affinché prenda i necessari contatti con i Presidenti dei due rami del Parlamento per ottenere tale concessione.

PRESIDENTE. Onorevole Veneto, se otterremo tale autorizzazione, per una questione di equità, questa dovrà essere concessa anche alle altre Commissioni bicamerali.

Comunque, discuteremo di ciò nel prossimo Ufficio di Presidenza. Il problema però riguarda la scelta dei giorni in cui riunirci, tenendo conto che non possiamo permetterci il lusso di convocarci solo una volta alla settimana. I gruppi di lavoro hanno già provveduto a proporre diverse audizioni che dovranno svolgersi in tempi brevi. E' necessario pertanto individuare due mattinate per lo svolgimento di tali audizioni: una potrebbe essere il martedì, l'altra il mercoledì o il giovedì. ALOI. Signor Presidente, mi sembra che vi siano seri problemi di organizzazione dei nostri lavori. La mia preoccupazione è che vi possano essere delle interferenze non solo con i lavori delle Commissioni bicamerali ma anche con quelli del Parlamento stesso.

Volevo sottoporre alla vostra attenzione il fatto che ognuno di noi è impegnato nei lavori delle Commissioni permanenti per cui è quasi impossibile garantire la presenza alle sedute di questa Commissione per tre giornate consecutive. Tutto ciò impone una razionalizzazione dei lavori che tenga presenti queste diverse esigenze.

Mi rendo conto che le riunioni serali presentano molti problemi, ma i fattori di cui ho poc'anzi parlato potrebbero comunque determinare una mancanza del numero legale nelle sedute antimeridiane.

PRESIDENTE. Per quanto riguarda le audizioni, per le quali non è necessaria la presenza del numero legale, già da ora potremmo calendarizzare i giorni di seduta, preferibilmente di mattina, accontentandoci anche di una partecipazione limitata. Inoltre, se le audizioni si svolgono nelle sedute antimeridiane è possibile ottenere il resoconto stenografico immediato: questione da non sottovalutare perché fino ad oggi è stato necessario aspettare alcuni giorni prima di poter disporre delle bozze dei resoconti stenografici.

Propongo pertanto di valutare, in sede di Ufficio di Presidenza con la collaborazione dei rappresentanti dei Gruppi, quali possano essere i giorni e gli orari più adeguati per convocare la Commissione.

VENETO Gaetano. Signor Presidente, colleghi, ritengo che il vero problema non sia quello delle Commissioni permanenti che si convocano contemporaneamente alla nostra, bensì come giustificare la nostra assenza ai lavori dell'Aula. Infatti, per i giorni in cui dobbiamo procedere alle votazioni, per le quali - come abbiamo più volte ripetuto - è necessaria la presenza del numero legale, appare indispensabile ottenere una giustificazione per la nostra assenza in Aula. Il discorso è diverso per le sedute nelle quali è previsto lo svolgimento di audizioni. In quel caso spesso si verificheranno delle assenze per la concomitanza dei lavori di altre Commissioni; penso a me e al collega Mancuso che il martedì mattina siamo impegnati nei lavori della Commissione antimafia.

PRESIDENTE. Colleghi, è evidente che esistono problemi oggettivi di organizzazione, anche a causa della difficoltà di prevedere quando si effettuano votazioni nei due rami del Parlamento.

L'impegno che intendo assumermi in sede di Ufficio di Presidenza, la cui convocazione è prevista per giovedì 27 maggio, è quello di calendarizzare le audizioni e di individuare un giorno nel quale effettuare le votazioni nel rispetto delle molteplici esigenze.

I lavori terminano alle ore 20,10.