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Autore:Chiaro Davanzati

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Chiaro

Davanzati XIII secolo poeta italiano

Chiaro Davanzati (Firenze, ... – 1304), poeta italiano.

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Opere[modifica]

  • Tenzone con frate Ubertino
  1. I In gran parole la proferta fama
  2. I Se l’alta disclezion di voi mi chiama
  3. I Puro senno e leanza
  1. II Novo savere e novo intendimento
  2. III Assai m’era posato
  3. IV Donna, ciascun fa canto
  4. V La mia vita, poi [ch’è] sanza conforto
  5. VI Lungiamente portai
  6. VII Or vo’ cantar, e poi cantar mi tene
  7. VIII Quando mi membra, lassa
  8. IX Troppo ag[g]io fatto lungia dimoranza
  9. X Gravosa dimoranza
  10. XI In voi, mia donna, misi lo mio core
  11. XII Quand’è contrado il tempo e la stagione
  12. XIII Oi lasso, lo mio partire
  13. XIV Gentil donna, s’io canto
  14. XV Quant’io più penso, e ’l pensier
  15. XVI Io non posso celare né covrire
  16. XVII Orato di valor, dolze meo sire
  17. XVIII Di cantare ho talento
  18. XIX Chi ’mprima disse “amore”
  19. XX Greve cosa è l’atendere
  20. XXI Fami sembianza di sì grande ardire
  21. XXII S’esser potesse ch’io il potesse avere
  22. XXIII Allegrosi cantari
  23. XXIV Sovente il mio cor pingo
  24. XXV Ahi dolze e gaia terra fiorentina
  25. XXVI Quando lo mar tempesta
  26. XXVII Chïunque altrüi blasma
  27. XXVIII Da che mi conven fare
  28. XXIX Or tornate in usanza, buona gente
  29. XXX Uno disio m’è nato
  30. XXXI Molti lungo tempo hanno
  31. XXXII Maravigliomi forte
  32. XXXIII Om [ch]e va per ciamino
  33. XXXIV Quanto ch’è da mia parte
  34. XXXV Li contrariosi tempi di fortuna
  35. XXXVI Talento ag[g]io di dire
  36. XXXVII Donna, la disïanza
  37. XXXVIII La gioia e l’alegranza
  38. XXXIX Madonna, lungiamente ag[g]io portato
  39. XL D’un’amorosa voglia mi convene
  40. XLI La mia fedel voglienza
  41. XLII Non già per gioia ch’i’ ag[g]ia
  42. XLIII Novella gioia che porta?
  43. XLIV Amore, io non mi doglio
  44. XLV Madonna, di cherere0
  45. XLVI Valer voria s’io mai fui validore
  46. XLVII Lo mio doglioso core
  47. XLVIII La mia gran benenanza e lo disire
  48. XLIX Amor m’ha dato in taloco a servire
  49. L Non già per gioia ch’ag[g]ia
  50. LI Tut[t]o l’affanno, la pena e ’l dolore
  51. LII Per la grande abondanza ch’ïo sento
  52. LIII Lo ’namorato core
  53. LIV Amoroso meo core
  54. LV La mia disiderosa e dolze vita
  55. LVI Di lungia parte aducemi l’amore
  56. LVII Di lontana riviera
  57. LVIII Madonna, poi m’avete
  58. LIX Nesuna gioia creo
  59. LX S’io mi parto da voi, donna malvagia
  60. LXI A San Giovanni, a Monte, mia canzone
  61. LXI a Or è nel campo entrato tal campione
  62. 1 Qualunque m’adimanda
  63. 2 Ringrazzo amore de l’aventurosa
  64. 3 Da tut<t>i miei pensier’ mi son diviso
  65. 4 Così divene a me similemente
  66. 5 I’ aggio cominciato e vo’ far guerra
  67. 6 Sì come il cervio che torna a morire
  68. 7 In tal pensiero ho miso lo mio core
  69. 8 Un sol si vede, ch’ogni luminare
  70. 9 Sì mi distringe il dolce pensamento
  71. 10 Io voglio star sovra laudar l’amore
  72. 11 La spene e lo disio e ’l pensamento
  73. 12 Volete udire in quante ore del giorno
  74. 13 Lo disïoso core e la speranza
  75. 14 Guardando, bella, il vostro alegro viso
  76. 15 Gentil mia donna, poi ch’io ’namorai
  77. 16 Partir convienmi, lasso doloroso
  78. 17 Tutta la pena ch’io ag[g]io portata
  79. 18 Ahi lasso, in quante guise son dolente
  80. 19 Gentil mia donna, sag[g]ia
  81. 20 Io non son degno, donna
  82. 21 Così gioioso e gaio è lo mio core
  83. 22 Va’, mio sonetto, essai con cui ragiona?
  84. 23 Molti omini vanno ragionando
  85. 24 De la fenice impreso ag[g]io natura
  86. 25 Il parpaglion che fere a la lumera
  87. 26 Come Narcissi, in sua spera mirando
  88. 27 Come lo lunicorno, che si prende
  89. 28 La salamandra vive ne lo foco
  90. 29 Sì come la pantera per alore
  91. 30 Come la tigra nel suo gran dolore
  92. 31 Come il castoro, quando egli è cacc[i]ato
  93. 32 La splendiente luce, quando apare
  94. 33 Io non posso, madonna, ritenere
  95. 34 Tutte le pene ch’io già mai portai
  96. 35 Madonna, sì m’aven di voi pensando
  97. 36 Io so ch’i’ non ho tanta di potenza
  98. 37 Di grazze far, madonna, mai non fino
  99. 38 Non vo’ che temi tanto nel tuo core
  100. 39 Madonna, io temo tanto a voi venire
  101. 40 Chi non teme non pò es<s>ere amante
  102. 41 Io porto ciò che porta me pensando
  103. 42 Di voi amar, madonna, son temente
  104. 43 Lo dragone regnando pur avampa
  105. 44 Molto diletto e piacemi vedere
  106. 45 Molto mi piace veder cavaliero
  107. 46 Ancor mi piace veglio canoscente
  108. 47 Ancor mi piace veder mercatante
  109. 48 E piacemi e diletto certo assai
  110. 49 E sì mi piace vedere pulzella
  111. 50 Ancor mi piace a vedova pensare
  112. 51 E sì mi piace padre argomentoso
  113. 52 Ancor mi piace chi suo padre inora
  114. 53 E piacemi vedere rilegioso
  115. 54 Palamidesse amico, ogni vertù
  116. 55 Chi ’ntende, intenda ciò che ’n carta impetro
  117. 56 L’amore ave natura de lo foco
  118. 57 Quand’omo aquista d’amor nulla cosa
  119. 58 Adimorando ’n istrano paese
  120. 59 Così m’aven com’ Paläùs sua lanza
  121. 60 Poi so ch’io fallo per troppo volere
  122. 61 In ogni cosa vuol senno e misura
  123. 62 Non dico sia fallo, chi ’l suo difende
  124. 63 Com’ forte vita e dolorosa, lasso
  • Contrasti con Madonna
    • Prima tenzone con Madonna
  1. 64 Madonna, perch’avegna novitate
  2. 65 Vostra merzé, messere, se m’amate
  3. 66 Madonna, i’ag<g>io audito sovent’ore
  4. 67 Messere, omo vol cosa talfïata
  5. 68 Madonna, s’io credesse veramente
  6. 69 E’ no mi piace, sire, la partenza
  7. 70 Madonna, or veg[g]io che poco vi cale
  8. 71 Io v’ag[g]io amato, sire, e voglio amare
  9. 72 Madonna, io l’amerag[g]io sag[g]iamente
  10. 73 In un regno convenesi un segnore
  11. 74 Ahimè lasso dolente, che farag[g]io
  12. 75 Io son certa, messer, che voi m’amaste 1
  13. 76 Madonna, or provedete ad una cosa
  14. 77 Io non dico, messer, che voi pechiate
  15. 78 Grazze e merzé, madonna, sempre sia
    • Seconda tenzone con Madonna
  1. 79 Gentil mia gioia, in cui mess’ho mia ’ntenza
  2. 80 Dolze meo sire, assai m’è gran placenza
    • Terza tenzone con Madonna
  1. 81 Assai aggio celato e ricoverto
  2. 82 Se ricelato lungo tempo siete
  3. 83 Io non posso, madonna, ritenere
    • Quarta tenzone con Madonna
  1. 84 A guisa di temente incominzai
  2. 85 Foll’è chi follemente si procacc[i]a
  3. 86 Madonna, amor non chere gentilezza
  4. 87 La voglia c’hai non ven di sag[g]io loco
  5. 88 Madonna, al primo fui ben conoscente
  6. 89 Non mi bisogna né talenta tanto
  7. 90 Madonna, i’ ag[g]io audito spessamente
  8. 91 E’ son servigi, ch’è ben degna cosa
  9. 92 Il vostro onor non chero dibassando
  10. 93 Se del tuo core nonn-ha’ segnoria
  11. 94 Madonna, unque per forza non dimando
  12. 95 I’ mi disdico ch’i’ non ho tuo core
  13. 96 Madonna, a l’amor piace, ed i’ ’l diletto
  14. 97 L’om pote in sé aver tal disïanza
  15. 98 Madonna, io nonn-udivi dicer mai
  16. 99 Per sodisfar lo tuo folle ardimento
    • Quinta tenzone con Madonna
  1. 100 Vostro piagente viso ed amoroso
  2. 101 Sì m’abelisce vostro parlamento
  3. 102 Lo vostro disinore io nol diletto
  4. 103 Assai mi piace, sire, tua acontanza
  • Tenzoni
    • Con Monte e con Maestro Rinuccino
  1. 104 Di pic<c>iolo alber grande frutto atendo
  2. 104 a Di quello frutto onde fai atendo
  3. 104 b Questo saria, amico, it mio consiglio
  4. 105 Se per onore a voi grazze rendesse
  5. 106 Bono sparver non prende sanza artiglio
  6. 106 a A fare onor qual omo s’aprendesse
  7. 106 b L’om poria prima cercar tutto il mondo
  8. 107 Omo . c auene . a bene . e po sauere
  9. 108 Lo pensamento – fa salire amore
  10. 108 a Del vino greco levat’ag[g]io sag[g]io
  11. 108 b Tu che di guerra colpo nonn-atendi
  12. 108 c Se ’l ner non fosse, il bianco non saria
  13. 108 d Amore ha nascimento e fiore e foglia
  • Con Pacino di Ser Filippo Angiulieri
  1. 109 L’alta discrezïone e la valenza
  2. 109 a Cortesemente fate proferenza
  3. 110 Vostro consiglio ch’audo asai m’abella
  4. 110 a Ben trae a segno ta vostra marella
  5. 111 Quando l’arciere avisa suo guardare
  6. 111 a L’arcier ch’avisa per più dritto trare
  7. 112 Assai v’ho detto e dico tuttavia
  8. 112 a Io so ben certo che si può trovare
  9. 113 Da che savete, amico, indivinare
    • Con Monte Andrea
  1. 114 Ben hai memora e scïenza divina
  2. 114 a La vostra lauda è ’nver’ me tanto fina
  • Con Monte Andrea
  1. 115 a Sì come ciascun om può sua figura
  2. 115 Come ’l fantin ca ne lo speglio smira
  • Con Monte Andrea
  1. 116 a Lo nomo ca per contradio si mostra
  2. 116 b So[l] volontà mi porta s’io folleg[g]io
  3. 116 Certo io vi dico in pura veritate
    • Con Ser Cione
  1. 117 Io vo sanza portare a chi mi porta
  2. 117 a Al tempestoso mar lo buon conforto
  3. 117 b Grazza ed alegrezza insiemormente
  • Con Pacino di Ser Filippo Angiulieri
  1. 118 Imparo – m’è pervenire a l’amore
  2. 118 a Imparo – sempre condizion’ d’amore
    • Fra Monte e Ser Cione, Ser Beroardo,Federico Gualterotti, Chiaro, Messer Lambertuccio Frescobaldi
  1. 119 a Se ci avesse alcuno segnor più campo
  2. 119 Con adimanda magna scienza porta
    • Con Dante <da Maiano?>
  1. 120 a Tre pensier’ aggio, onde mi vien pensare
  2. 120 Per ver’esperïenzia di parlare
  3. 121 a Già non m’agenza, Chiaro, il dimandare
  4. 121 Se credi per beltate o per sapere
  5. 122 a Provedi, saggio, ad esta visïone
  6. 122 Amico, proveduto ha mia intenzione


Rime dubbie e attribuzioni

  1. D. 1 a Chi giudica lo pome ne lo fiore
  2. D. 1 Disidero lo pome ne lo fiore
  3. D. 2 a Conosco il frutto e ’l fiore de l’amore
  4. D. 2 Di penne di paone e d’altre assai
  5. D. 3 Non saccio a che coninzi lo meo dire
  6. D. 4 Non me ne maraviglio, donna fina
  7. D. 5 Donzella gaia e sag<g>ia e canoscente
  8. D. 6 Lo <mio> folle ardimento m’ha conquiso
  9. D. 7 Gentil e sag[g]ia donzella amorosa
  10. D. 8 Qualunque donna ha pregio di bieltate
  11. D. 9 Tanto sono temente e vergognoso
  12. D. 10 S’i’ fussi andanico e ’l cor di diamante
  13. D. 11 Dacché parlar non possovi celato
  14. D. 12 Sì come ’l sol che tra l’altura passa
  15. D. 13 Non credo al mondo più [gran] gioia sia
  • Tenzone tra Pacino di Ser Filippo e un anonimo
  1. D. 14 Lo nome a voi si face, ser Pacino
  2. D. 14 a Lo mio risposo invio a lo camino
  3. D. 15 Audit’ho dire che mante persone
  4. D. 15 a Poi ch’io son tutto a la giu[ri]dizione
  5. D. 16 Amore m’ha sì vinto e ricreduto
  6. D. 16 a Io v’ag[g]io inteso, poi che v’è piaciuto
  7. D. 17 Io son tanto temioso e vergognoso
  8. D. 18 Aggio talento di parlar con voi
  • Edizione di riferimento: a cura di Aldo Menichetti, Commissione per i testi di lingua, Bologna 1965