Canto a tutte le donne virtuose dell'universo/Alle donne distinte per le virtù

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Alle donne distinte per le virtù

../Prefazione ../Canto IncludiIntestazione 17 giugno 2008 75% poesie

Prefazione Canto


Angeliche figlie di Dio, voi mi siete state sempre care. Io vi considero come il più bello ornamento della Natura. Senza di voi il Mondo sarebbe stato un deserto, e l’uomo si saria della sua vita annojato. Tutto è magnificenza, tutto è ammirando nel vasto teatro del creato: ma voi siete quelle che tal grandioso spettacolo animate. Come il Sole illumina ed avviva le svariate opere dell’Onnipotente, così voi tutti li siti della Terra abbellite ed animate; come quest’astro di maestà dice ai dormienti nell’ilozoismo «destatevi, guardate in me chi sia il sommo Creatore» così voi annunziate quanto provvidenziale la vostra creazione sia stata; siccome con la luce ed il calore magnetico tal splendidissimo apportatore del giorno diffonde l’amor fecondante, ed in corrispondenza amorosa culto ed omaggio anche dai più barbari e selvaggi riceve, così voi con la simpatica beltà con l’avvenenti attrattive con l’inesplicabil potenza arcana, che penetranti e febbriferi fà li vostri occhi di calamita, ammansite qualunque virile fierezza, vi rendete adorabili, ed incatenate anche li superbi fino a renderli schiavi ed idolatri di voi; come il ministro maggior della Natura finalmente è fonte perenne di riproduzione qualunque, così voi dell’umana distinta specie ne siete.

Siete voi che alle popolazioni dal vostro seno nascenti inspirate li primi principii de’ salutari erudimenti, che si sono dell’anima gli alimenti proficui, mentre con le materne lattazioni fate robustamente attecchir il cittadino, il quale deve servire la patria. Voi questo dalla tenera infanzia educate nel dolce timore di Dio, nelle massime della sana morale, nell’amor della patria, nella veneranza della religion sacrosanta. Voi siete che date alle culte nazioni gli onesti, li valorosi, li virtuosissimi civi. Voi siete le catene di oro, le quali infrenano non pochi delli vostri consorti dagli abberramenti e dal precipitarsi nel baratro delle disfatte; li legami di rose siete voi, co’ quali amenamente li rattenete nella cerchia della dolce vita privata. Voi siete in anacefaleosi le Fate necessarie, le quali rendon soave la vita e lo stato di continuità delle umane riproduzioni del Mondo.

Epperò, qual le più necessarie e le più formose creazioni della Provvidenza, voi tutte affettuosamente saluto; con tutte mi congratulo delle sorprendenti prerogative, di cui l’Onnipotente vi à dotate; e considerandovi tante Pandore dal vero Nume distinte, a voi tutte intitolo questo debol mio canto, il quale alla meglio li splendidi divini doni conferitevi celebra.

Siate liete del vostro interessante mandato; col coraggio che vi distingue mettetelo in pratica, e continuate ad eseguire li vostri doveri con la dignità della nobil missione; seguitate ad èsser d’esemplare fermezza nel conservare il prezioso tesoro degli aviti principii della religion sacrosanta, della cristiana morale, del cattolico amor patrio, e continuando a dare alle vostre nazioni cittadini che le faccian figurare da grandi; velate col manto delle vostre esimie ed esemplari virtú l’obbrobrioso scandalo dato in diversi siti del Mondo dagli Oresti egoisti, che si mostraron rubelli alla Divinità ed alla patria felloni, e vi distinguerete mai sempre, siccome nei fasti dell’età più vetusta le Ninfe virtuose dalli Satiri bruti ne andavan distinte.

Ruvo delle Puglie 24 aprile 1866.

IL FILANTROPO FENICIA