Confessioni d'un scettico/XXVII

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
XXVII

../XXVI IncludiIntestazione 7 gennaio 2011 100% Saggi

XXVI



[p. 149 modifica]

XXVII.


31 maggio 18....


L’illusione sarà dunque cancellata per sempre dal nostro cervello? e la vita umana non si consolera ne’ suoi raggi soavi? perchè non potrò io abbandonarmi al mio sogno, crearmi il mio cielo nella vigilia dei sensi, esaltarmi nello spettacolo della beltà che germina per tutte le vie dell’essere; aspirare dal petto profondo la primavera santa dell’ideale che mi rinfreschi l’aridità malinconica della terra? le gioie dell’amore, che son le gioie più alte del Dio che ci spira negli organi, saranno spente per me [p. 150 modifica]sempre? Tacerà dunque nell’uomo l’allegrezza che gli sgorga dal cuore come un ruscello di paradiso? e non potrebbe l’illusione costituire una parte del vero? perchè è più tenace di lui? perchè risorge dal suo stesso tramonto più bella di prima e si trasfigura ad ogni stagione del tempo?

O scettico audace, credi tu di avere per sempre ucciso i sogni del tuo cervello? Amica mia, non mi sentii crescere di dentro il volo arcano dello spirito ebbro d’amore? non mi sentii dischiudersi una vita nuova nel riso de’ tuoi occhi? non sentii tremarmi di piacere tutte le vene in un bacio della tua bocca? perchè il furor tempestoso de’ miei pensieri s’addolcì tante volte al suono della tua voce? O natura natura, è fraude anche questa che tu nascondesti nel sentimento per attirarlo nel proprio naufragio? se non è fraude perchè getti al vento così spensierata i tuoi fiori d’Adone? perchè la bellezza tramonta sì presto e con lei i desideri d’amore? perchè dipingi nel nostro [p. 151 modifica]cervello l’orgia celeste e poi la cancelli negli organi esausti? perchè ciascheduno si fa come superstite di sè stesso e contempla il cadavere della sua memoria?

Eppure il sogno ed il vero sono i due poli intorno ai quali s’aggirerà sempre la vita. Per ciò l’illusione è anch’essa uno stato del cervello; ei la risuscita nei centri nervosi, la propaga per tutti i meandri delle sue cellule, la traveste con mille forme secondo che i suoi gruppi meccanici, spostando le loro relazioni, ascendono ad una vita più vasta. L’universo riflettendosi nel cervello come in un prisma organico vi si cangia e vi si colora continuamente nell’ideale di sè stesso.

Eterno è il sogno come eterno è l’essere che lo crea raggiandolo dal suo seno infinito. Addio.


Fine.