Cronica delle cose occorrenti ne' tempi suoi/Libro primo/5

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Libro primo - Capitolo 5

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I nuovi magistrati fanno mala prova per disonestà e avarizia, favorendo i Grandi di Parte guelfa (1282).

Le loro leggi in effetto furono, che avessono a guardare l’avere del Comune, e che le signorie facessero ragione a ciascuno, e che i piccoli e impotenti non fussono oppressati da’ grandi e potenti. E tenendo questa forma, era grande utilità del popolo: ma tosto si mutò, però che i cittadini che entravano in quello uficio, non attendeano a observare le leggi, ma ad corromperle. Se l’amico o il parente loro cadea nelle pene, procuravano con le signorie e con li uficiali a nascondere le loro colpe, acciò che rimanessono impuniti. Né l’avere del Comune non guardavano, anzi trovavano modo come meglio il potessono rubare; e così della camera del Comune molta pecunia traevano, sotto protesto di meritare uomini l’avesson servito.

L’impotenti non erano aiutati, ma i grandi gli offendevano, e così i popolani grassi che che erano negli ufici e imparentati con grandi: e molti per pecunia erano difesi dalle pene del Comune, in che cadevano. Onde i buoni cittadini popolani erano malcontenti, e biasimavano l’uficio de’ Priori, perché i Guelfi grandi erano signori.