Dalle dita al calcolatore/I/1

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1. L’alba del numero

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[p. 9 modifica]1. L'alba del numero

Ancora non sono passati 5000 anni da quando alcuni popoli hanno cominciato a scrivere sull'argilla, sulla pietra, sul papiro o su altri materiali. Di alcuni popoli, vissuti agli albori della storia, sappiamo molte cose, di altri sappiamo molto meno, perché è scarsa la documentazione giuntaci.

Mentre in Medio Oriente (Mesopotamia, Egitto) la civiltà ha raggiunto il culmine, e si avvia ad un lento decadimento, l’Europa è abitata da genti che vivono o sulla terraferma o in capanne fatte di rami, paglia e argilla, o sulle palafitte, e che stanno passando gradualmente dalla caccia all'allevamento e all'agricoltura.

Ancor prima dell’epoca storica, si deve presumere un alto grado di organizzazione economica, di articolazione sociale e di elaborazione culturale, pur in assenza di “scrittura”. E un percorso lungo, che dura millenni.

Possiamo pensare, in principio, a uomini organizzati in piccoli gruppi, sparpagliati su territori vastissimi, perennemente assillati dalla fame, sempre esposti a ogni sorta di pericoli... Hanno ben poco tempo per le complesse attività di pensiero. Si esprimono a gesti e [p. 10 modifica]con un linguaggio molto povero. La povertà delle esperienze coesiste con la povertà del linguaggio.

Oggi, per noi è facile contare, parlare di piccole quantità oppure di milioni e di miliardi con la stessa disinvoltura. I bambini imparano presto i nomi dei numeri, e contemporaneamente vi associano indicazioni quantitative; infine imparano ad esprimere i numeri sotto forma di simboli.

Ecco un piccolo episodio che ha come protagonista una bambina. Si sta a chiacchierare da un balcone all’altro:

— Silvia, quanti anni hai?

— Tre, — e apre tre dita, oppure si aiuta con l’altra mano a tener chiuse le due dita superflue.

Le diciamo che sbaglia, che deve stendere tutte le dita di una mano fuorché il pollice. Per qualche giorno continua a dire di avere tre anni mostrando quattro dita, poi riprende a indicare esattamente la sua età, senza lasciarsi fuorviare. Dunque, sa contare piccole collezioni ancor prima di andare a scuola, perché la madre glielo ha insegnato, ma soprattutto perché i numeri fanno parte ormai della nostra vita.

L’uomo primitivo invece non ha i numeri, e per inventarli deve faticare non poco.